sabato, 24 giugno 2006

BACHECHE DEI POETI GIOVANI E/O EMERGENTI N.19

La poesia di Antonella Pizzo è come presa da furia energetica che equamente si divide in due parti distinte: la prima -tragica, da ultima spiaggia-  ha tutte le complicanze che l’esistenza offre all’uomo moderno; la seconda invece, assolutamente godibile, se non addirittura comica, è alle prese con i lati ridicoli del mondo d’oggi. Con tali possibilità espressive, questa nostra amica siciliana può permettersi di dire tutto quello che desidera, senza adontare gli spiriti rigidi e moralistici. Nella sua ultima raccolta, ancora inedita, “ I morti non sono nervosi”, c’è di tutto: spicca il corrosivo in versi –lo sberleffo diretto ed dirompente-; si allude ad un registro alla Palazzeschi, con la descrizione di molteplici specie di fiori, quasi a parafrasare quelli cantati dal grande fiorentino. Emergono assonanze e rime baciate, battute secondo il ritmo di una ballata popolare, con i versi che si allungano e poi tornano indietro, come secondo un’altalena di numeri a volumi sillabici. C’è ancora tanto altro, in questa scrittura  ad alto numero di ottani –non ultima la sprezzante ed ironicissima cifra siciliana, quasi si fosse sul set di un film di Germi, tipo “Sedotta e abbandonata”, oppure “Divorzio all’italiana”-. C’è, infine, il gioco funambolico attuato sulla lingua, all’interno della quale, come già detto,  le rime e le ripetizioni di frammenti in –ato, -ata, -ate ed altro, fanno da sincope perfetta. Che dire di più se non diramare a tutti voi l’invito a leggere i testi di questa autrice fuori dai giochi a tavolino?

**

da “I morti non sono nervosi” (inedita)


Per chi scorre l’acqua nel lavello
per chi è questo gorgoglio festoso?
Nella cucina per te ho starnutito
poi, affettando le cipolle novelle, 
ho pianto.

**

In questo silenzio che non è silenzio
in una cucina vuota e disadorna
guardo il cerchio sbilenco e immagino il passato.
Sono andati via tutti ed è calato il sipario
ma ancora sento i loro sguardi addosso
e assieme al ronzio del frigorifero che ghiaccia
e al tiritic dell’orologio a muro
mi risuonano indentro parole confuse.

Così questo silenzio non è vero silenzio, 
giacché il silenzio non è assenza
ma totale mancanza
è un non esserci mai stati
un frigorifero spento
un orologio senza ingranaggi o mai esistito.

**


Spettacolo di seconda scelta
la parola chiave fu ludibrio.
Si modificò la forma madre
e il sipario divenne inchiostro
pochi posti furono occupati ed io
seduta in seconda fila
vidi me stessa e anche la mia faccia
in quella di cugina palliduccia.

Si riconoscono i geni al passaggio  del
ciao come stai ora ti bacio 
e sulle guance e sulle bocche aperte
e dai che si ricomincia
e invece non ricominciava mai.
Fu quello spettacolo di terza scelta
e terza fila, che il secondo non fu
o non avvenne.
Ora andiamo a guardare i luoghi dell’astruso
latrine pubbliche una dopo l’altra
cessi alla turca, cessi rialzati:
- Lo vedi questo come è colorato
e come scorre fluida l’acqua ai piedi? 
Si può affogare in poco mare
quando si è piccoli e non si sa nuotare.

**

Uomini testa braccia gambe corpo fili
uomini scatola legata contenente
stanotte mi sono arrampicata assieme ad altra gente
sul lobo stretto di un orecchio grande
salivamo uno davanti e gli altri a seguitare.

Nessuno sapeva dire come
come tornare indietro, come capire
e perché frotte di gente di diversa stirpe
ci veniva incontro e ci impediva il flusso.

- E’ questo l’inferno?

L’albergo in stile Luigi sedici
la porta e una chiave barocca
e nella stanza un comodino  pomposo
e nel comodino un cassetto dorato
e nel cassetto un santino merlettato
di un vescovo morto a novant’anni.

Monsignore - c’era scritto - preghi per me che ho molto peccato.

La bambina dai tratti di zingara era dietro un cancello.

- Sono senza madre - disse al bambino che la portò via.

Gli adulti e piccoli saranno divisi?

Perché visiti la mia bocca?  I miei denti non erano marci.
Perché mi spezzi i molari e mi frantumi i canini?
Ora non potrò più mangiare.
Le mia labbra sono vuote come incarto di caramelle
nella mia lingua un tubo incatramato
e tappeti di canapa nera sopra stesi.

**

E’ un periodo questo che penso alle petunie
sarà per via del nome per quell’assonanza strana
con paturnie. I nomi dei fiori è naturale che siano nomi fioriti
ad esempio rosa e margherita, sono nomi comuni di donne
di donne comuni sbocciate di sera o di mattina nate come tante
poi dimenticate. al mercato però ci sono pure fiori strambi
nati per  uno scherzo di natura
o per unione forzata e sono fiori maschi dai nomi esotici e surreali
e per chiarezza ne faccio un breve elenco:
anthurium e aster e lisianthus e anthirrinum 
ma è chiaro che sempre preferisco narcisi e girasoli.
Strelizia poi mi piace, mi fa pensare alla strenna natalizia
un po’ alle stelle o alla delizia e a quella liquirizia nera 
a forma di scarpone che mangiavo da bambina.

se appartiene alla famiglia delle musacee
ed è una brattea a forma di barca
è solo una combinazione.


**

Antonella Pizzo nata a Palazzolo A. (SR) nel 1954, vive a Ragusa.
Ha pubblicato: Il romanzo Di rosso smunto – Prospettiva Editrice, 2004; la raccolta di versi “Fra poco l’autunno” – e book Edizioni Kult Virtul Press, 2004. La silloge in dialetto siciliano “Strati”, CDB Ragusa 2004.  La silloge in dialetto siciliano “E su paroli nuovi”, 2004. La raccolta di versi “A forza fui precipizio” (Lietocolle, 2005) “Voci in moto contrario” poesie assieme a Fabrizio Centofanti - e book Edizioni Kult Virtul Press. Inserita nell’antologia “Verso i bitpoesia e computer” -  Lietocolle. Inserita nell’antologia del premio Lo stormo bianco 2004 – Edizioni d’if. Una sua composizione è stata scelta da Maurizio Cucchi e  pubblicata nel 2004 sul settimanale Specchio allegato al quotidiano La Stampa
.


postato da: nestore22 alle ore 23:44 | link | commenti (84)
categorie: poesia

Commenti
#1   24 Giugno 2006 - 23:57
 
Saluto il nuovo ospite, Anronella Pizzo, e prendo commiato da quello precedente, Marco Ricci, che ringrazio per essere stato con noi tutti.
A presto, caro amico. Tanti, tanti auguri.
Gianfri
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#2   24 Giugno 2006 - 23:58
 
Naturale che sia Antonella, e non Anronella.
G.
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#3   25 Giugno 2006 - 00:37
 
in certi testi di Antonella trovo una visionarietà alla Dylan (Zimmermann), con un allargarsi della trama linguistica che è anche un espandersi di qualcosa che si vuole dire, comunicare, ma mai fino in fondo. è una cifra criptica, nonostante l'apparente semplicità e, a volte, popolanità: è sempre una lingua di secondo grado, in cui si avverte un lavoro di fino, fatto con l'amore che solo l'arte poetica può pretendere così, tutto per sé (a parte i sentimenti umani e la religione). tutto l'amore di Antonella è in questi versi che sono come figli, partoriti, curati, educati, e sgridati anche, a volte maltrattati e messi in castigo, ma comunque e sempre: amati. è una poetica che non fa una piega, perché il rapporto di Antonella con queste sue creature è integro, intangibile.
un abbraccio ad Anto e al carissimo Gianfry, amico caro.
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#4   25 Giugno 2006 - 09:58
 
una poetica di grande spessore, come ho già detto in altri luoghi, a me molto cara per la profondità e il dolore che percepisco.

un abbraccio,
swan

*
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#5   25 Giugno 2006 - 10:24
 
c’è un testo di mogol (cantato da battisti) che dice (cito a memoria, vasta è la mia cultura!) : tu non sei molto bella/ e neanche intelligente/ma non ti importa niente/perché tu non lo sai. Come si può ben vedere, guardando la mia fotina in alto a sinistra, ho un occhio un po’ più discendente rispetto all’altro. A 50 anni mi sono guardata allo specchio e mi sono accorta d’avere quest’occhio così.
- Guardami! - ho detto sgomenta a mio marito, che mi conosce da più di 30 anni – ho la palpebra di un occhio più abbassata rispetto all’altra! ma lui mi fa, senza scomporsi più di tanto, che il mio occhio è stato sempre così.
Ora lo so. Prima non sapevoe non mi importava. Così la poesia. E’ stata sempre con me, ma non me ne ero mai accorta. Ora m’importa. E’ un po’ discendente, un po’ sbilenca, come la mia palpebra perfetta e bella se presa da sola, fuori squadra se paragonata all’altra. E’ la mia poesia, sono i miei occhi, le mie palpebre diverse una dall’altra. così la mia voce. mi è stato detto che devo trovare la mia voce, che la mia voce deve essere riconoscibile, la mia voce è questa ed è altro, faccio cori, scrivo alto e basso, sopratono e sottotono. spesso tragico-comico. qui mi è piaciuto scherzare con la morte e credo d’aver detto una grande verità: i morti non sono nervosi :-) io spesso lo sono, quindi sono viva :-) riflessioni stupide e domenicali sopra la mia palpebra e la mia poesia sinistra. ringrazio il caro Gianfry per avermi fatto l’onore di inserirmi nel suo blog. ringrazio swan e fabry per le loro belle parole. buona domenica a tutti. e grazie in anticipo a chi si fermerà per un momento a leggere. antonella
utente anonimo

#6   25 Giugno 2006 - 10:44
 
bisogna che aggiorni la nota biografica antonè, visto che te stai a rastrellà premi a destra e a manca.
un abbraccio al padrone di casa e alla poetessa nostra.
giusto per dire che sin dalle prime letture m'ha colpito la voracità delle parole della pizzo, il borbottare acustico dei suoi testi una volta partoriti, sembrano restare vivi nelle pagine del libro. saranno le ritondanze popolari, ma il "a forza fui precipizio" che tenevo sul comodino, ho dovuto spostarlo :dopo mezzanotte iniziava il ballo di san vito.
hai un volto familiare, antonella, forse per la somiglianza alla magnani, vedi allora come c'azzecca il tuo modo di scrivere.
R.
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#7   25 Giugno 2006 - 10:45
 
Come al solito la critica di Gianfry dice già tutto a me rimane poco da dire...:-) Sto scherzando! Ottima introduzione. Sai che Antonella Pizzo mi piace molto? Giuro non lo dico in risposta a quello che dicevate tu e Fil nel post precedente...Dici posso far piovere?;-) Questi versi così "realisti", per chi mi conosce" sono affini al mio sentire. A memoria mi sono rimaste impresse le cipolle che fanno piangere e la turca. Ma tanti spunti notevoli. Si sente è una poetessa matura. Gianfri di la verità: L'hai fatto apposta per accontentarmi? Ehehehe. Complimenti ancora ad Antonella
Un caro saluto
Liuk
utente anonimo

#8   25 Giugno 2006 - 11:18
 
Sono contento che la poesia di Antonella abbia sortito questo bell'effetto. E' vero, alcuni come Fabry, Red e Swani sono suoi cari amici, ma sono sicuro che verranno altri visitatori ad apprezzare questa cifra poetica, del tutto affrancata dal poetese creativo. Tu stessa, Antonella, nel tuo commento, hai fornito ai presenti una estemporanea ed efficace motivazione critica della tua opera.
Un saluto. Un saluto a Fabry, Red, Liuk e Swani.
A stasera.
Gianfry
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#9   25 Giugno 2006 - 12:57
 
..il silenzio non è assenza. Brava, brava davvero!
Rina
utente anonimo

#10   25 Giugno 2006 - 13:46
 
Ancora non ero riuscito a leggerla, e devo dire che mi pare davvero interessante; ha un taglio compiuto nel suo dire, capace e consapevole.
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#11   25 Giugno 2006 - 14:01
 
Rinnovo l'interesse per questo blog che oltre a presentare poeti già noti(più o meno) ci fa conoscere bellissimi versi di artisti altrimenti sconosciuti (mi riferisco al post precedente).
Non sempre è possibile nelle vicessitudini della vita poter affermarsi o poter semplicemente trovare il verso di "cavar fuori" le rivelazioni che si portano impresse internamente...

Splendida iniziativa
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#12   25 Giugno 2006 - 14:44
 
Gianfry, certo, gli amici sono sempre generosi con me. mi leggono con gli occhi dell’affetto e li ringrazio nuovamente per questo. Ringrazio red per essere passato. amico caro anche lui.
Red i premi contano e non contano, contano ma solo perché mi sono di incoraggiamento a continuare. Sei forte! allora il libro a mezzanotte balla il ballo di san vito alla Vinicio capossela? bello, mi piace, m’hai fatto un grande complimento. Mi piace molto anche la magnani, assomiglio a lei, però solo nell’espressione :-( grazie grazie a liuk per tutto quello che ha detto e specialmente per essersi ricordato del mio cesso alla turca. grazie a stefano lorefice, spero di non averti deluso. grazie a rina. grazie ad appassionato. grazie e grazie ... non so aggiungere altro, se non grazie e ancora grazie. buon pomeriggio a tutti antonella
utente anonimo

#13   25 Giugno 2006 - 16:45
 
Nasce dal dolore ogni parola che incide un sogno o la paura o un riflesso di specchio immaginario in colui che legge. Nasce dall'amore ogni parola che ci abbraccia di nostalgia, gioia o rimpianto. Nasce da entrambi la poesia. Questo sento nelle cose che di Antonella ho letto. Ne' dolci ne' cattive. Solo: poesia.
utente anonimo

#14   25 Giugno 2006 - 16:47
 
ehm... sono il post n. 13...

Eleonora
utente anonimo

#15   25 Giugno 2006 - 17:23
 
ciao post n. 13 (eleonora), sono il post n... aspetta che controllo bene chi sono, ecco fatto... sono il post n. 15 (antonella) che ti ringrazia :-) mi piace nè dolci nè cattive, solo poesia. grazie grazie
utente anonimo

#16   25 Giugno 2006 - 18:08
 
la poesia fatta in cucina, dove tragico e comico friggono insieme nel pentolone dell'impermanenza: solo così si può scrivere, ci dice questa poetessa che, da qualche tempo, licenzia testi da antologia.

gugl
utente anonimo

#17   25 Giugno 2006 - 19:35
 
Già Gugl. è proprio così. Saluto comunque tutti i numerosi intervenuti, ovvero: Appassionato (grazie a te! Torna a trovarmi), Eleonora (benvenuta!), Rina e Stefano - Oltrenauta). Antonella vi ha spiegato già tutto quanto, non c'è bisogno di aggiungere altro.
A presto,
Gianfry
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#18   25 Giugno 2006 - 22:23
 
La mia particolare passione per le donne (ehm, per le poetesse intendo) mi delude raramente. Hanno una diversa sensibilità, un altro cuore, altri occhi (e non mi riferisco a palpebre discendenti). E naturalmente Antonella Pizzo non fa eccezione, compresa la maniera di gestire l'andamento narrativo delle sue poesie ("E’ un periodo questo che penso alle petunie sarà per via del nome per quell’assonanza strana con paturnie" potrebbe essere l'inizio, folgorante, di un romanzo). Certo, il domestico quotidiano è ispirazione e crocifissione delle donne, che si chiamino Amelia Rosselli ("Se esco e faccio la spesa / orrore si fracassa appena...") O Sylvia Plath ("La luce fluorescente ha crampi d'emicrania, / al posto delle porte pudiche strisce di carta - / tendine finte di scena..."), e il domestico diventa metafora, come un semplice frigo o un lavello, introduzione al tragico. E' questa la ragione (insieme al controllo accurato della materia poetica, all'uso ragionato del lessico, all'ironia dove serve, insomma alla maturità che, diciamolo, a volte è un valore aggiunto) per la quale semplicemente mi piacciono le poesie di Antonella; che poi è il miglior metro di valutazione in poesia.
Un saluto a tutti
Giacomo
utente anonimo

#19   25 Giugno 2006 - 22:25
 
P.S.
Gianfri. bella scelta. Ci sentiamo quando ritorno da Roma.
Un abbraccio e un saluto a Salvatore
Giacomo
utente anonimo

#20   25 Giugno 2006 - 22:28
 
Il rimbalzo di emozioni non può prescindere dalla concretezza di immagini, le quali ne rappresentano l'innegabile riflesso. C'è un connubio indissolubile tra sentimenti e realtà contingenti, un'osmosi che può far male mentre fa affiorare verità sopite.
Tutti vediamo, o crediamo di vedere oltre le righe, ma ciò avviene in maniera differente perché ognuno di noi riceve un messaggio diverso.
Per quanto si dica che la parola permetta di volare oltre il tangibile, non è facile fissare in versi sentimenti, che tanto più sono intensi tanto più sfuggono ad ogni restrittiva gabbia espositiva.
Antonella, non son brava nei complimenti, ma sei riuscita a coinvolgermi..
Rina
utente anonimo

#21   26 Giugno 2006 - 01:46
 
Ribadisco che la Pizzo è brava e sa arrivare con le parole... perché sa raccontare in poesia.
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#22   26 Giugno 2006 - 11:55
 
La poesia deve raccontare il cuore delle cose.
Nel quotidiano il verso irrompe con la sua grazia.
La parola poetica lascia decantare il suo stesso senso e il poeta accarezza ,con il suo punto di vista, gli eventi distillandone tutta la loro concretezza.
Antonella Pizzo entra nello spettacolo della vita.
La sua poesia sa raccontare in vero delle cose con l'invenzione di una ricerca che ha nella lingua dei giorni il suo punto fermo.
La chiave di accesso della sua poesia è la sincerità degli attimi in cui è facile riconoscere tutto quello che siamo.
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#23   26 Giugno 2006 - 12:05
 
Esordire nel giorno nuovo con le presenze di Gian Ruggero, di Nicola, Giacomo e Rina è sempre piacevole.
Un buon giorno tardivo all'ospite Antonella. Dormito bene nella suite de "La costruzione del verso & altre cose"?.
Gianfry
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#24   26 Giugno 2006 - 13:39
 
Eccomi a te caro Gianfry, ho dormito benissimo in questo blog, accoglienza di prima classe! e gente splendida. saluto tutti e mi scuso per la mia assenza ma ieri sera non ci sono stata e stamattina sono stata impegnata in ufficio. Spero ora di riuscire in qualche modo a rispondere ai vostri commenti.
allora, gugl nella mia cucina, nel calderone della mia cucina ci metto tutto, ci metto l’aglio per abbassare la pressione, ci metto il vino che fa buon sangue, ci metto la cipolla così eventualmente dovesse scappare una lacrimuccia posso dire che è stato per via dell’acido cloridrico e non perché sono caduta dalla sedia. Le poesie le licenzio e le saluto, perché in verità, dopo averle scritte e fatte leggere, sento d’essere stata tradita da esse. Per questo sono combattuta e le vorrei tenere per me. ma se qulacuno volesse metterle in un'antologia farei uno sforzo e le darei via :-) in fondo anche i figli sposano e vanno via di casa.
Giacomo probabilmente le donne hanno sensibilità diversa, quelle che hai nominato tu, la plath e la rosselli sono grandi, quando ho cominciato a leggere poesia (da pochissimi anni) la prima che mi è capitata fra le mani è stata proprio la plath, è stata una sorpresa, non pensavo proprio si potesse scrivere con tale forza espressiva, peccato che queste poetesse siano morte suicide. Mi chiedo se per scrivere così bene una dev’essere combinata male. meglio combinata benino e scrivere benino o si può scrivere bene ed essere combinata bene? Comunque poi si scrive di ciò che vive, se lavello, se frigo, se fiori, tutto diventa metafora. Ma si deve dire la verità, non si può mentire. la verità, o almeno quella che al momento si ritiene e si crede sia la verità. E poi la libertà di scrivere quello che si vuole, sì, nella poesia si deve respirare la libertà. quando scrivo mi sento libera da ogni costrizione. libera e senza condizionamenti (ci provo)

Sei brava rina a fare i commenti (brutta rima) non sono io brava a rispondere perché spesso la poesia come il commento al commento mi sfugge dalle mani e scrive quello che io non so. si prende lei la libertà e mi sfugge e il commento pure :-)

grazie Gian Ruggiero (che non so perchè mi incuti un certo timore) di essere passato, so quanto sei impegnato in altro fronte, spirituale e poetico. onorata.
Nicola come dicevo prima scrivo di quel che vedo e di quel che vivo, non saprei fare altrimenti, usando la lingua mia, il respiro mio, il mio tempo, i miei tempi. Ma credo che per tutti sia così. un caro saluto a tutti e vado a mangiare qualcosa. antonella
utente anonimo

#25   26 Giugno 2006 - 21:38
 
Non so cosa succeda a splinder. Riesco solo adesso a entrare nella zona commenti. Avete anche voi dei problemi? E' quasi tutto bloccato.
Una buona serata da Gianfry
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#26   27 Giugno 2006 - 14:03
 
Con tutto il rispetto (rispondo a Liuk) ma le cipolle che fanno piangere non mi sembrano un'intuizione di poetica chissà quanto esplosiva. Che dire? A me paiono versi simpatici, gradevoli, ma non imperdibili come quelli - ad esempio - di Paolo Campoccia o di Stefano Raimondi.
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#27   27 Giugno 2006 - 14:25
 
ciao filippo, grazie per la lettura, concordo sulle cipolle che fanno piangere, non è un'intuizione poetica esplosiva ma un dato reale: le cipolle quando le affetti fanno piangere. grazie per il gradevole, è una cosa che mi lusinga, ma ci tengo a precisare che i miei versi sono tutto quello che vuoi, e cioè banali, brutti, niente di che, ma non simpatici, non c'è niente di simpatico in quello che scrivo. ancora grazie per esserti fermato e ciao. antonella
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#28   27 Giugno 2006 - 15:01
 
Io invece un certo realismo lo trovo molto interessante (rispondo a Davoli). Simpatica è la "vispa teresa" non certo la poesia di Antonella. Io e te Filippo abbiamo 2 visioni opposte di poesia. Il bello è confrontarsi a viso aperto!
Un caro saluto
Liuk
utente anonimo

#29   27 Giugno 2006 - 15:12
 
mi associo alle parole di Gian Ruggero e nella perizia di raccontare in poesia, che per antonella mi sembra si intrecci con giochi di assonanze, ripetizioni in stile filastrocca (ok palazzeschi gianfri, ma solo quello di alcune raccolte forse), mi sembra stia l'interesse di questa poesia. Una poesia che ride della cronaca..forse perchè facendo diversamente si crollerebbe. Belli, tra tanta ironia, alcuni versi che spezzano il ritmo e lo stile, delle "crepe" di lucida tragedia che fanno percepire che poi antonella non è che stia scherzando molto metre scrive..
un saluto a tutti, a gianfri e a giacomo.
salvatore
utente anonimo

#30   27 Giugno 2006 - 15:42
 
salvatore non ti sbagli, quando scrivo non scherzo affatto, magari posso prendermi un po' in giro e chiedermi perchè l'acqua del lavello scorre allegra per tutti e non per me. magari mi nascondo dietro una cipolla e sto a posto, nessuno sa niente, nessuno chiede niente, nessuno mi trova ma anche questa è una presa in giro. mi piace alleggerire il tragico ma non credo di scrivere versi simpatici. piuttosto io direi... odiosi. :-)) ciao e grazie a te e a liuk. antonella
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#31   27 Giugno 2006 - 16:26
 
Ciao Antonella,

mi permetto un commento ai tuoi versi, ovviamente da lettore e non da critico esperto. Premetto, per essere sincero, che il tuo non è esattamente il tipo di poesia che normalmente leggo. Questo ovviamente non c'entra nulla con la qualità di quanto scrivi, ma semplicemente con il mio gusto.

Vorrei però accennarti ad un'impressione che ne ho tratto, cioè che la carica emotiva che c'è dietro al verso sia lì lì per scoppiare e venir fuori però non sempre questo riesce.
C'ho pensato e ho concluso che questo forse deriva dal fatto che perchè proietti molto di ciò che appartiene interiormente a te sull'esterno, sugli ambienti e sulle situazioni che descrivi, oppure ricorrendo spesso a metafore o ad immagini simboliche (es: frigorifero, orologio, bocca e denti....)
Per quanto le immagini che richiami siano semplici e azzeccate, credo però che il loro utilizzo non riesca sempre a rendere il sentimento tuo che c'è alla base.

Ciao e complimenti,
Marco Ricci.
utente anonimo

#32   27 Giugno 2006 - 16:26
 
antonella, che dirti: sei unica! già il titolo che hai scelto per la tua raccolta inedita è di una verità disarmante...i morti non sono nervosi...eh, sì, riposano in pace... mentre noi qui a volte ci agitiamo per un nonnulla, ma questo ci fa sentir vivi...
lo sai che non sono un critico né un esperto di poesia, ma ho voluto passare di qui per salutarti e dirti grazie per quanto sai comunicare in versi e con una vena ironica.
orazio
utente anonimo

#33   27 Giugno 2006 - 17:14
 
Perché fra tanti poeti (riconosciuti dalla storia tali..) ciascuno di noi ne predilige uno piuttosto che un altro? Semplice. Perché ognuno di noi sente sottopelle, ode col cuore, percepisce appieno quello a cui si sente più vicino, e per ragioni di cuore, e per ragioni di esperienze, e per ragioni ..le più svariate.

Nel mio piccolo, ho anch'io un poeta preferito. Mi chiedo spesso perché amo la sua poesia. La risposta è sempre la stessa. Ho capito la matrice di ogni suo verso ..qualunque esso sia.
..avrebbe potuto parlare financo di cipolle, probabilmente l'avrei amato uguale. (e poi Anton., è fin troppo chiaro, parla di una altro pianto, non quello conseguente al taglio di cip.)
In conclusione, è l'ottica di scrive, la sua visuale di vita, la sua percezione del mondo, che noi "scoviamo comunque in qualsiasi verso", che ce lo fa amare.
Un bacio Antonella
Rina
utente anonimo

#34   27 Giugno 2006 - 18:08
 
grazie marco per l'attenzione, ho capito quello che intendi dire. ci ho pensato anch'io che spesso le immagini non rendono quello che c'è dietro. mi riferisco ai testi che sono qui, ad esempio quella dei fiori potrebbe sembrare una mera elencazione di specie floreali fatta così, solo per il gusto di farla. eppure è così che m'è venuta ed è così che m'è piaciuta, ed è così che l'ho sentita. so io cosa c'è sotto ma forse questo non basta e dovrei essere più generosa. e poi devo combattere questa predisposizione verso il tragico. ciao e ancora grazie per esserti fermato. antonella
utente anonimo

#35   27 Giugno 2006 - 18:10
 
ciao orazio! :-))) alla fine sei passato. hai visto? volevi leggere le mie poesie e le hai lette. grazie di cuore per i complimenti. ciao antonella
utente anonimo

#36   27 Giugno 2006 - 18:11
 
A Rina un bacio grande. :-)
antonella
utente anonimo

#37   27 Giugno 2006 - 21:25
 
Sei sempre tu, e come sai, ho una considerazione speciale. Nonostante ti sembrano tragiche, io, eccetto quella del monsignore, leggo in questi testi molta ironia. L'ultima sui fiori persino sorridente.

abbraccio
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#38   27 Giugno 2006 - 21:25
 
Interessante nella tua poesia il riferimento ad oggetti e a situazioni di vita quotidiana. Belle anche le immagini. Ciao Antonella, Mapi
utente anonimo

#39   27 Giugno 2006 - 21:25
 
nonostante ti sembrIno
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#40   27 Giugno 2006 - 21:43
 
Ginfry cari saluti, innanzitutto e poi questa tua foto mi piace di più, mi mette meno in soggezione e poi ha del bel tenebroso :)
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#41   27 Giugno 2006 - 21:49
 
ciao aluccia, m'ero preoccupata, ora sono più tranquilla. grazie per la considerazione. smack a.
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#42   27 Giugno 2006 - 21:50
 
e un grazie anche a te mapi. ciao antonella
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#43   27 Giugno 2006 - 21:56
 
la considerazione è per tutti è lo speciale che fa la differenza

perchè t'eri preoccupata?
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#44   27 Giugno 2006 - 22:05
 
giusto, m'avevi scritto "speciale" mi ero preoccupata perchè so della considerazione "speciale" :-)) e siccome non eri passata, mi sono detta: ma che ha aluccia che non è passata a salutarmi? :-) a.
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#45   27 Giugno 2006 - 22:06
 
la poesia di antoenella s'ama o s'odia.puo' piacere o non piacere.questo perchè ha un proprio stile.ha un imput istintivo vulnerante che scaturisce forse da una necessità di auto difesa (il mondo è grande, è dispersivo, meglio rifugiarsi nelle piccole cose del quotidiano. è nella logica del suo istinto). poesia simpatica non direi, piuttosto tragicamente ironica (di riflesso alle avversità. antonella è una combattente-sensibile)
red.
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#46   27 Giugno 2006 - 22:07
 
ah, prenditi una di queste per il tuo blog. quella dei fiori se ti piace. ciao a.
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#47   27 Giugno 2006 - 22:15
 
Anto, io adoro il tragico, posso allargare il campo di scelta a quelle postate da Massimo? sisisisi
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#48   27 Giugno 2006 - 22:15
 
per favore
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#49   27 Giugno 2006 - 22:23
 
ma ali che domande mi fai?! prenditi quelle che vuoi, sei una delle mie quattro (cinque) fans! :-)) bacio a.
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#50   27 Giugno 2006 - 22:28
 
ciao red, eh, bravo, certo tu lo sai, chi mi conosce sa, ma chi non sa non capisce e non avverte, così come mi diceva marco ricci, non si avverte il sentimento che c'è dietro, ma io voglio che si avverta? non so. non so. forse no, forse sì. forse, come una volta mi disse ali, dovrei essere un po' più generosa. a.
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#51   27 Giugno 2006 - 22:28
 
Sai anche io dicevo sempre che avevo quattro o cinque lettori :)
Quando sono diventati costantemente 40, ho fatto indigestione e ho chiuso il blog.

Stiamo uscendo fuori tema shhh altrimenti Gianfry ci bacchetta :)
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#52   27 Giugno 2006 - 22:30
 
anch'io ho chiuso pazz'io quando le visite e i commenti erano tanti. pazz'io era bello ma cancellato in un colpo. mi spiace che tu abbia preso esempio da me.
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#53   27 Giugno 2006 - 22:51
 
ho tardato a passare da qui perchè la poesia va letta quando c'è l'ispirazione giusta per farlo :)
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#54   27 Giugno 2006 - 22:58
 
questo lo disse pure massimo orgiazzi, ed è giusto. a.
utente anonimo

#55   27 Giugno 2006 - 23:00
 
Antonella di qua, Antonella di la, e basta !

A me mi piace Marian, Che scrive sulle scorze degli alberi, che strofinaccia le tavole della Terra della Mente, che dovrebbe vestire lunghi abiti neri ed invece ha una inaspettata calzamaglia verde attillata da bosco.

Nik56
utente anonimo

#56   27 Giugno 2006 - 23:07
 
anche a me piace Marian :)

non ho preso esempio Marian, è stata una scelta intuitiva, ho intuito che era il momento giusto per farlo.
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#57   27 Giugno 2006 - 23:26
 
mi scuso con Antonella e con Gianfranco per la mia insolita assenza su queste pagine, ma purtroppo per causa di forza maggiore da sabato ad ieri mi è stato del tutto impossibile mettermi a leggere tra le pagine dei blog, mio compreso.

Sposta dalla tragicità ad un registro ironico e quasi surreale. Hai detto bene, palazzeschi, ma anche il montale giocherellone dei '70.
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#58   27 Giugno 2006 - 23:40
 
ops:input
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#59   28 Giugno 2006 - 11:02
 
Ragazzi, siete troppi ad aver commentato (e per una volta va bene dire: il troppo non fa fare indigestione!). Vi saluto coralmente e mi scuso per l'assenza di ieri pomeriggio (e sera).
Gianfry
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#60   28 Giugno 2006 - 11:40
 
a me, per l'ironia, la quotidianità ela voglia di descrivere le proprie esperienze di tutti i giorni queste poesie mi rimandano anche un po' (ma non troppo) a Sanguineti.
Fantastica voc l'intuizione per il montale vecchio. che fiuto!
salvatore
utente anonimo

#61   28 Giugno 2006 - 13:53
 
nik ma marian sono io e antonella pure. :-)) mi piace quello che mi hai detto. la cosa della calzamaglia e tutto il resto... grazie a.
utente anonimo

#62   28 Giugno 2006 - 13:54
 
ali, hai fatto la mia stessa scelta allora, abbiamo intuito le stesse cose. ciao a.
utente anonimo

#63   28 Giugno 2006 - 13:55
 
ciao voc l'importante è che sei passato. grazie. è come dici tu ma di questi poeti io non so niente, che io sono l'asina ignorante (in poesia)
:-) è cosa risaputa. ciao a.
utente anonimo

#64   28 Giugno 2006 - 13:57
 
un saluto anche a te, eh sì ci hai lasciati soli e un po' abbiamo approfittato .-)) un caro saluto e ancora grazie per aver ospitato i testi di questa pseudopoetessa che sarei io antonella aka marian :-)))
utente anonimo

#65   28 Giugno 2006 - 13:57
 
ho specificato che mi rivolgevo a gianfry? se no, specifico, mi rivolgevo a gianfry
utente anonimo

#66   28 Giugno 2006 - 13:58
 
ciao salvatore :-) un grazie accaldato. a.
utente anonimo

#67   28 Giugno 2006 - 15:16
 
All'inutile minimalismo di Maurizio Cucchi, all'ideologismo sterile di Sanguineti e all'illeggibilità della poesia di Valentino Zeichen preferisco il quotidiano inventato dai versi di Antonella che mi riconcilia con la gioia delle piccole cose.
Nicola
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