mercoledì, 22 febbraio 2006

BACHECA N. 02 GIOVANI E/O ESORDIENTI

Stefano Guglielmin conferma con questi testi inediti una sua vocazione precisa nel campo della ricerca letteraria – non per nulla è assai vicino alle posizioni della rivista Anterem , fondata e diretta da quel raffinatone di Flavio Ermini -. I componimenti che leggerete tra qualche istante sono dei veri e propri singulti del segno poetico, anche visti nella loro sede di “falsa prosa”.
A parte il primo testo, quello scritto in corsivo, al cui interno è possibile gustare l’armonica eufonia del fraseggio e la tematica della morte e della simultaneità, le altre composizioni ci offrono energie evocanti un preciso “rito”. Si entra così in un’atmosfera onirica e criptica che non manca di turbare. L' autore, però, con la sua cifra stilistica e la sua passione umana, ci offre volentieri le chiavi per cogliere le suggestioni di questa poesia, che rimanda direttamente al senso delle radici dell'orto famigliare.

 

 Ouse

                   “l’orto è dove si nasce”
                         A M.G.C.

Quando poi, cadendo
la foglia si fa musica
c’è sempre qualcuno
lontano
che muore

cadendo
si fa musica
e muore

**

1.
non pensavo a  tanto. a tanta cosa  che  lascia  qui e soli.  e  vuole
per noi altra cosa, nuova. non  pensavo che  a  cosa  aperta,   qui.
cuore forse, mano. o parola come cosa che ci apre qui e ci tocca.
cosa che batte e sta fuori e dentro, in effetti, vibrando.


poi capita che il  corpo  cada, che  fondi  altra  via,  subacquea.  il
corpo, lascia terra per sempre. e vola, un  poco. e sale.  poi  cede
perché  corpo,  cosa   estesa  e  dunque  peso,  ostile  al  nuoto  e
all’aria a volte. e nessuna voglia di tornare. o forse sì


a casa probabilmente. là dove casa è  scritta  nella  carne,  dentro.
nel corpo come  il  volo  o  l’acqua,  come  l’amore  e  i  figli.  non
pensava  a   tanto.  e  non    er  sempre  solo  chiudere   un   libro,
aprirne un altro.


3.
la casa. le stanze. tu  che  nelle stanze cerchi casa. e così  tua figlia
nella culla. lei che  chiude gli  occhi  e  piange. anche  tu  li   chiudi.
come  cielo   nero  e  volo  degli  storni  poi  ritorni.  piano,  ciglia,
piano, l’iride che piange.


ancora piange  ancora,  la  palpebra,  piano.  un  lamento  che sale
dal ventre,  poi  scende. la mano scende, il resto. e così  dormi,  se
puoi, dormi.  come  le sedie e il tavolo e  la  culla.  immobili.  il  tuo
corpo uguale. disteso


come  su  fiume  egizio.  oro  mirra  e  questa  casa  a  punta.   ma
dentro  batte,  sì,   batte  il   polso,  combatte.  l’unica   luce,  pare.
l’altra  è  il  respiro  di   tua   figlia.  cuore  e   fiato,  come  correre
insieme. correre. ma solo nel sogno. e malamente.


4.
eccola  seduta  e  ritta, matrona.  lei  e il  fiume, i  suoi  tanti  nomi.
poi gli amici già stati. e  la  griglia, più  in  là. tutti  raccolti  e  gonfi
e  amici,  ancora.  tuttavia.  anche  il  saluto,  tuttavia  e  la  lettera
lasciata


sulla sedia. ogni cosa buona lasciata e adesso qui, seduta. con  la
schiena dritta e lo sguardo. la  griglia vuota, per ora. e lo sguardo
che  fila  schiuma  e  sasso.  schiuma  e sasso. la  resistenza  della
pietra, pensa


con  differente ostinazione, chiaro. per  natura. lei, invece,  pensa.
pensa e  dunque. ma  per poco,  si  dice.  frasi   brevi, lampi. ritta
sulla  sedia.  ritta così  che  il  mondo, che  lui,  il  mondo, e  lei in
piedi, sopra di lui…ancora un minuto grida, poi salto.

 

STEFANO GUGLIELMIN è nato nel 1961 a Schio (VI), dove vive e lavora come insegnante di lettere. Laureato in filosofia, ha pubblicato le sillogi Fascinose estroversioni (Quaderni del Gruppo Fara, Bergamo 1985, premio “poesia giovane”), Logoshima (Firenze Libri 1988) e Come a beato confine (Book editore, Castelmaggiore 2003, premio Lorenzo Montano) ed il saggio Scritti nomadi. Spaesamento ed erranza nella letteratura del Novecento (Anterem, Verona 2001). Un suo racconto breve è pubblicato su AA.VV., La lente chiara, la lente scura (Empiria, Roma 2002, premio A.M.Ortese). Fitta e interessante è la sua partecipazione a riviste, tra le quali si ricordano: “Atelier”, “YIP. Yale Italian Poetry”, “Il Segnale”, “L’Ulisse” e altre ancora.

postato da: nestore22 alle ore 20:42 | link | commenti (70)
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Commenti
#1   23 Febbraio 2006 - 07:25
 
ohhh, è un piacere leggere una struttura che respira, che esce dal testo [evoluzione tra parentesi di "come a beato confine"] che fa emergere concretamente la tematica ! che significa anche: stefano è tutt'altro che 1 giovane esordiente, ma un poeta maturo e capace, che ha compiuto seriamente un percorso, e dal testo emerge.
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#2   23 Febbraio 2006 - 10:31
 
Concordo con Matteo, si respira una certa maturità in questi versi!Avevo letto una raccolta di Stefano (di cui al momento non ricordo il titolo, pardòn) ma trovo che in questi versi c'è stato un salto! Ci siamo conosciuti a Firenze Stefano: ricordi? Mi pare fossimo seduti nello stesso tavolo in una trattoria, a mangiar la ribollita...:-) Se passi di qui un caro saluto e avanti così!
Liuk
utente anonimo

#3   23 Febbraio 2006 - 11:54
 
Bene, mi fa piacere che Matteo e Liuk abbiano entrambi rilevato la maturità della scrittura di Stefano. Ma aspettiamo il parere dell'autore, in merito. E, ovviamente, anche quello degli altri visitatori.
Gianfranco
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#4   23 Febbraio 2006 - 14:49
 
Mi scuso con Stefano per le difficoltà tecniche della messa "in posa" di questo post.
Chiederò aiuto a un esperto.
Uno spazio non è ancora a posto e debbo correre a casa.
Gianfranco
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#5   23 Febbraio 2006 - 15:10
 
caro Gianfranco, fai pure con calma. intanto ringrazio gli amici che stanno commentando i testi.

Volevo sottolineare un aspetto che non è stato ancora rilevato (nemmeno in altre sedi): il fatto che i versi siano della medesima lunghezza (anche visivamente, come Gianfranco, appunto, cercherà di fare) non significa che vadano a capo alla fine della pagina (dunque non sono "prosa"). Essi sono versi a tutti gli effetti soltanto che non rispondono al principio sillabico, bensì quantitativo già annunciato dalla Rosselli in "Spazi metrici". In poche parole, ritmo, suono e senso si inquadrano in uno spazio già deciso, che diventa contenuto esso stesso.

a Luca: mi ricordo benissimo quella sera a Firenze: abbiamo mangiato assiema alla Biagini la quale, come tutte le prime donne, non ha fatto altro che parlare di sé:-))))

un caro saluto a tutti
gugl
utente anonimo

#6   23 Febbraio 2006 - 19:17
 
Meglio non riesco a fare. Sono però rispettati gli a capo allineati.
Anche questo fa parte della "respirazione" del testo? La "falsa prosa" cui alludevo nel mio cappello, caro Stefano, intendeva dire proprio quello che tu hai affermato nel commento, qui sopra. Secondo me, in questi componimenti, le parole subiscono una collocazione, oltre che concettuale e sintattica, anche spaziale: una tale successione "pesa" molto sul significante di tutto l'elaborato, che diviene così anche poetica e tematica.
Gianfranco
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#7   23 Febbraio 2006 - 19:45
 
una scrittura a scatti. un poeta in mutande. a scatti, seduto. in mutande. sedia. masso. barba. lunghi. capelli. ste. gugl. il bagno, stanchezza, la sacca. il fiume (o il mare) sabbia o pietrisco?
e va bene stefano, sto scherzando (o almeno ci tento) volevo complimentarti con te nel modo che è il mio solito modo e cioè... antipatico. :-) un abbraccio a un simpatico. ciao a.
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#8   23 Febbraio 2006 - 19:59
 
Arrivo per complimentarmi con Stefano per questi brani in questa prosa poetica "non prosa" che già avevamo discusso mesi fa. Lo spazio è già deciso, sì, ma ora mi chiedo: il principio è più quantitativo o più grafico ?
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#9   23 Febbraio 2006 - 20:28
 
Stefano, urge risposta..., anzi ne urgono tre.
Buon lavoro
Gianfri
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#10   23 Febbraio 2006 - 20:59
 
all'interno del singolo verso, che si distende in uno spazio predefinito, ci sta il ritmo del respiro, anzi: del sintagma cullato dal respiro. E' come se l'io narrante parlasse a qualcuno che teme di ferire, per cui la voce e il fiato si fanno ovatta per consegnare, piano piano, la verità sulla cosa narrata. Che è vicenda luttosa, com'è evidente.

gugl

utente anonimo

#11   23 Febbraio 2006 - 21:00
 
un saluto in mutande all'amica antipatica:-))

naturalmente, quello nella foto non sono io!

gugl
utente anonimo

#12   23 Febbraio 2006 - 21:08
 
una poetica che avvolge.
Piacevole da leggere ..e da rileggere.
Bene, Gianf. Funziona la tua nuova rubrica :)
rina
utente anonimo

#13   23 Febbraio 2006 - 22:09
 
...che teme di ferire, per cui la voce e il fiato si fanno ovatta..

sì, è come dici tu, si avverte perfettamente. è come un rosario, un sussurro. un raccontare a singhiozzi trattenuti. buona notte antonella

ps. ah non sei tu quello della foto?! peccato!:-)
utente anonimo

#14   23 Febbraio 2006 - 22:56
 
Molte donne mi hanno chiesto di te, Stefano. E adesso smentisci essere quello della foto! IhhIhh!
Gianfri.
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#15   23 Febbraio 2006 - 22:57
 
ma la foto mette in ombra la poesia...
o è vero l'inverso?

complimenti stefano




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#16   23 Febbraio 2006 - 23:27
 
Un grazie agli ultimi intervenuti.
Stefano dara' tutte le informazioni inerenti alla sua poesia. Mi piaceva l'immagine della scrittura a scatti, basata su un certo ritmo respiratorio.
Vi attendo,
Gianfranco
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#17   24 Febbraio 2006 - 07:35
 
probabilmente, non sono nemmeno io quello della poesia:-)

anche perchè "io dovrebbe" mettersi tra parentesi, o no?

gugl
utente anonimo

#18   24 Febbraio 2006 - 09:12
 
Grazie Stefano per la risposta. Quanto alla foto, alla poesia e all'io, è ineccepibile quanto dici :)
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#19   24 Febbraio 2006 - 09:30
 
Gia', #io dovrebbe#, salvando il protagonista e le proprie azioni. Eheh!
Ma vedo, caro Stefano, che la foto e' di nuovo scomparsa.. Secondo me, e' tutta colpa delle tue donne che di notte la rubano.
Gianfri
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#20   24 Febbraio 2006 - 09:58
 
gianfri, guarda che qui sono tempestato di mail di donne che vogliono vedere la foto!
non ci sono più le lettrici morigerate di una volta! ma dove andremo a finire:-)))!

gugl
utente anonimo

#21   24 Febbraio 2006 - 10:00
 
Ricambio con piacere il saluto
Alessio
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#22   24 Febbraio 2006 - 10:56
 
E SAPESSI A ME, DI TE, COSA DICONO NELLA MIA CASELLA PRIVATA DI SPLINDER.
dì A TUA MOGLIE CHE STIA LONTANO DA QUESTO BLOG...
cOMUNQUE, SIGNORE & SIGNORI (TANTO PER PARAFRASARE UN CAPOLAVORO DI GERMI, GIRATO PROPRIO NELLA REGIONE DI STEFANO): SIORE E SIORI, VENITTE-VENITTE: IL GRANDE POETTA GUGLILMIN SCOPRIRA' LE CARTE IN MERITO ALLA SUA ARTE!!
g.
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#23   24 Febbraio 2006 - 11:36
 
Certo che una foto sa far miracoli :) Per la mia, a parte Antonella, neanche una ragazza. Dicono che piaccia alle mamme, io ;)
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#24   24 Febbraio 2006 - 11:41
 
sono stata attraversata nel corpo dalle parole di stefano
dal suo ritmo spezzato che sembra un fiato che non prende il volo
dall'archetipo anche personale del fiume, della madre, del salto, di lei ritta in piedi sul mondo che precipita
e dalla massa di materia nera e sentimentale che stanno in un impasto vibrante, caldo come un nucleo, una canzone
stefano, per quel che valgono le mie parole sei un Poeta! ovvero uno che trasforma al calore del suo cuore la materia

maria grazia
utente anonimo

#25   24 Febbraio 2006 - 13:55
 
Maria Grazia, lo sai già che cosa penso su quanto hai detto. E poi le tue parole valgono assai!

gugl
utente anonimo

#26   24 Febbraio 2006 - 13:57
 
Gianfri, credo anch'io che mia moglie meglio che stia fuori da questo blog:-))

nel pomeriggio, posterò qualcosa sul "verso proiettivo" di Olson che potrebbe essere uno strumento utile per comprendere questi versi.

gugl

utente anonimo

#27   24 Febbraio 2006 - 15:00
 
Attendo il tuo scritto.
Intanto approfitto per salutare tutti gli amici che ci vengono a salutare.
Gianfri
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#28   24 Febbraio 2006 - 15:11
 
oltre la consueta economia del verso. diluizione franta in singhiozzi ritmici e dolorosi di martello. una composta" disperazione calma senza sgomento"?

da tempo tra le più belle voci poetiche.

i.

utente anonimo

#29   24 Febbraio 2006 - 15:15
 
...chi sarebbe, quindi, l'uomo nella foto? ;)))
la bella copia dell'amato Claudio Lolli.

i.
utente anonimo

#30   24 Febbraio 2006 - 15:33
 
dopo come a beato confine trovo una dolcezza inedita, certo dovuta all'evento, ma forse segno, anche, di una ulteriore maturazione, un ritmo nitido che compie il miracolo di contenere occhi gonfi di pianto; il miracolo di ciò che cerchiamo nella poesia e ancora non abbiamo, altrimenti sarebbe inutile scrivere poesia. non si sa cosa accade, fino all'ultimo, anche se tutto è già accaduto ed è per giunta irreparabile. non so se parlando di Olson ci spiegherai questo verso inedito - cui accennavi già più sopra, a proposito degli spazi metrici - ma credo che qui tu abbia trovato certamente un numerus che si adatta perfettamente alla materia che nasce.
inutile dirti bravo. ti dico bella (la poesia; la foto è coi capelli lunghi; ne ho vista una coi capelli corti:-)
grazie di esserci
fabry
fabry
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#31   24 Febbraio 2006 - 15:35
 
m'è scappato un fabry in più
(come i gemelli filippini:-)
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#32   24 Febbraio 2006 - 16:59
 
bene, ecco l'olson, però prima ricordo a gianfri di verificare la nuova forma (stretta) del sito, che mi ha cambiato gli a-capo (e dunque ha cancellato le mie poesie)

Scrive Olson che “il verso funzionerà soltanto se il poeta sarà in grado di registrare sia le acquisizioni del suo orecchio che le pressioni del suo respiro” e poi: “Il verso deriva dalla respirazione, dal respiro di chi scrive, mentre scrive”: questo il “il cuore” del verso. Ancora:” “il respiro è inizio e fine, voce nel suo senso più ampio”
(cfr. Charles Olson "Il verso proiettivo"). Naturalmente ognuno ha il proprio respiro (il mio non è bit, né rock... già com'è il mio? sarà gugl:-)?
utente anonimo

#33   24 Febbraio 2006 - 18:57
 
L'Atemwende celaniana ?
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#34   24 Febbraio 2006 - 20:36
 
Stefano, mi spiace, ma la leggera variazione del testo è da imputare alla buona volontà della mia "mamma virtuale", ovvero Carla Astolfi, la quale, senza averne alcuna colpa, e avendo facoltà di formattare e modificare le caratteristiche di questo mio blog, ha creduto in buona fede che le tue caratteristiche fossero imperfezioni del mio claudicare sulla tastiera. Adesso provo a rettificare il tutto. A proposito: conoscete la rivista elettronica di Carla, "Agli incroci dei venti?"; è un prodotto di gran qualità e vi consiglio di leggerlo. Per quanto riguarda Olson, sono talmente d'accordo con lui, che le sue cose vado dichiarandole in tutte le sedi ove leggo in pubblico. Ma non parlo di lettura, parlo sempre di "Respirazione e onde sinusoidali del respiro stesso, come di proiezioni sul foglio. Il segno poetico che si dilava come sangue nella pagina. martino Baldi e Filippo Davoli ricorderanno di questi miei discorsi, fatti con passione a Macerata, già nel luglio del 2004". Evviva Olson! Evviva Gugl.!
Per quanto riguarda il tuo respiro, Stefano, direi, come ho detto nel mio cappello introduttivo, che si compone di fasi sincopate e spezzate: è un respiro che però non presenta convulsioni, ma che si appropria del lettore attraverso le eufonie di nenie lontane. Nenie sincopate. Potrebbe essere un controsenso, ma per me non lo è.
Gianfri
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#35   24 Febbraio 2006 - 21:26
 
sì hai ragione Gianfranco: le sincopi derivano in parte dalla mia passione per il jazz; la calma è ciò che cerco.

il testo di olson è datato 1950, ma è bello sapere che tu l'hai in un certo senso ripensato, sperimentandolo sulla tua poesia.

ps. ora la forma dei versi è corretta!

gugl
utente anonimo

#36   24 Febbraio 2006 - 21:42
 
jAZZ! bELLO, MI FA SEMPRE RINASCERE. ANCHE SE SONO UN ASCOLTATORE OCCASIONALE. Bene per i testi rimessi in ordine: l'ospitalità per me è sacra: adoro che gli altri si trovino bene a casa mia.
Un abbraccio, Stefano.
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#37   24 Febbraio 2006 - 21:42
 
A Massimo: in olson, il verso si proietta con forza sulla spazio della pagina, e la percezione muove il verso successivo: la velocità percettiva e il ritmo del pensiero diventano "misura". In Celan, il respiro gira diversamente, "la poesia fugge innanzi" ma per tornare all'inizio. Essa è Danken e Denken, ringraziamento e pensiero, devozione e memoria.

gugl
utente anonimo

#38   25 Febbraio 2006 - 09:07
 
Beh dai non paragoniamo Claudio Lolli a Stefano!Quell'uomo mette una tristezza solo a vederlo...:-) Stefano se ti avanza qualche donna mandala pure da me: sto aprendo un corso di scrittura creativa per sole donne...eheheh!Sto naturalmente scherzando. Secondo me è una bella foto. Buone cose!
Liuk
utente anonimo

#39   25 Febbraio 2006 - 09:51
 
Sì Stefano: parlando di respiro nella poesia mi hai fatto fenire in mente Celan, ma è evidente come le due visioni, pure accomunabili sul fronte della scelta metaforica (ma neanche poi tanto metaforica), siano diverse, essendoci in Celan una funzione di "ribaltamento", di pulizia, di "ritorno", appunto come dici.
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#40   25 Febbraio 2006 - 09:54
 
Stefano, ma sei fichissimo! (detto da un uomo potrebbe fare scalpore!).

Comunque, leggerò con calma le tue prose poetiche (sono fuori casa, ma non a Padova, stavolta).

saluti a tutti

vocativo
utente anonimo

#41   25 Febbraio 2006 - 11:02
 
chi è, chi è, sì, l'uomo della foto è bellissimo, ditemi chi è, potrei fare pazzie per un uomo del genere! :-))))) ha anche gli occhiali da miope? allora è il massimo! voglio dire che ha anche una bella coscia lunga. scusatemi ma non ragiono più... perdo la testa davanti a certe foto
:-)))))))))))))))))) antonella
utente anonimo

#42   25 Febbraio 2006 - 13:33
 
Tutti credevano forse che Stefano fosse un Giacomo Leopardi, fisicamente parlando? Un topino da biblioteca: però, nonostante le donne (vedi Antonella, qui sopra) dicano che Gugl sia un bonazzo, un po' topetto da biblioteca io ce lo vedo. Comunque aspettiamo critiche sulla sua poesia.
:-))
Gianfri
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#43   25 Febbraio 2006 - 13:52
 
Stefano, oggi pomeriggio vado a fare una lettura e non posso curare il blog. Fai tu da padrone di casa: il mio spazio sarà tutto tuo.
Volevo comunque chiederti: quanto di Zanzotto, quanto di Sanguineti, quanto di Pagliarani e quanto degli autori americani del 900 c'è (potrebbe esserci) nella tua poesia? (questa poesia qui, intendo) Lo so, può anche darsi che quel che vado affermando sia anche una sciocchezza, ma, d'altra parte, il dibattito si tiene aperto anche in tal modo.
Sicuramente c'è l'atmosfera di Anterem: ricordo Roseti e Cantiere di Flavio Ermini: pur frammenti, quelli, posseggono un'aria non dissimile dalla tua produzione (specie del libro da me recensito su FuoriCasa). Sai che Flavio pubblicò con il Nuovo Ruolo, di cui ero uno dei redattori? Il mondo è piccolo, vero?
Gianfri
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#44   25 Febbraio 2006 - 15:36
 
non sapevo di questa tua "relazione" con Flavio:-)

per quanto riguarda i poeti che citi, Gianfranco: forse in queste poesie non sono molto presenti, però sono autori che leggo di frequente. Chi sia invece presente, fra le righe, non lo so. Probabilmente la splendida persona a cui è dedicata la sezione "Ouse".


- sulle donne lasciamo stare e così pure sulla coscialunga. in effetti, ragazzi, sono un topino da biblioteca
che ha sempre praticato "un qualche movimento" (sportivo, s'intende:-).

su Lolli: devo dire che "aspettando godot", da giovane, l'ho consumato, "attaccato ad un termosifone solo per avere un poco di calore"...

un saluto agli altri amici che non ho nominato.

gugl
utente anonimo

#45   25 Febbraio 2006 - 17:37
 
Ouse come il fiume?
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#46   25 Febbraio 2006 - 18:24
 
(il metro come il respiro...uhmmmm: allora è importante che l'ispirazione non mi venga mentre faccio muai thai, step, salto della corda o panca addominali:-)
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#47   25 Febbraio 2006 - 19:59
 
M.G.C. mi ricorda il nome di una poetessa...

Stefano Coscialunga! ahahahahha e si fa pure i movimenti "sportivi", si fa!

Comunque, permettetemi, ma io in Come a beato confine ci vedo un io che prende un po' le mosse da certo Zanzotto: penso a Vocativo (sebbene l'io di guglielmin abbia maggiori tratti di concretezza empirica rispetto al grammaticalismo zanzottiano) o alla lirica introduttiva delle IX ecloghe. Mentre, per esempio, in Logoshima, i riferimenti maggiori provengono da uno sperimentalismo diverso.
Scusa Stefano, poi ti scriverò in privato su Come a beato confine (e non "confino"!!!), dal momento che non l'ho ancora fatto. Al momento ti basti sapere che l'ho trovato un libro bellissimo.

vocativo
utente anonimo

#48   26 Febbraio 2006 - 07:54
 
grazie voc: aspetto buone nuove.

fabry: l'importante è che il metro non lo sniffi, altrimenti ti va ditra-verso:-)

alivento: Ouse è il fiume dove si lasciò morire la Woolf.

gugl
utente anonimo

#49   26 Febbraio 2006 - 08:08
 
Stefano, sei quello che mi fa sbellicare di più, dopo Antonella:-)
e oltretutto sei un grande poeta, anche in mutande:-)
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#50   26 Febbraio 2006 - 10:05
 
con le pietre nelle tasche
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#51   26 Febbraio 2006 - 11:11
 
comunque, sì, stefano, sei addirittura più figo di me! Questo non te lo posso permettere. Passi come grande poeta (su questo concordo ampiamente), ma sei anche figo! diamine. Io che poeta non sono vorrei essere almeno più figo di te! imbruittisciti ti prego! :(

vocativo
utente anonimo

#52   26 Febbraio 2006 - 16:41
 
ragazzi non vorrei deludervi. ma soprattutto non vorrei deludere le ragazze:-))))

siete i primi a dirmi che sono figo... sarà la foto che promette quel che non rende il ver (tanto per parafrasare il bruttone di recanati, che pur nei ritratti par bono! (non in riferimento al cantante degli U2, che non mi assomiglia per niente, purtroppo:-)

ciao
gugl
utente anonimo

#53   26 Febbraio 2006 - 16:55
 
ah bonazzo!
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#54   26 Febbraio 2006 - 17:02
 
scusatemi, non ho resistito! :-)))
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#55   26 Febbraio 2006 - 17:11
 
sei come roger rabbit quando gli cantano "tattaratatta..." e lui deve concludere con: "tattà"?

gugl
utente anonimo

#56   26 Febbraio 2006 - 17:20
 
Stefano, quanto tempo era che non ricevevi così apertamente degli apprezzamenti dalle donne? In modo del tutto esplicito, dico. Vocativo manda la foto, che la pubblico accanto a quella di Gugl, così faremo il confronto!!
Alle dolci fanciulle intervenute dico: cocche, grazie!!
Gianfri
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#57   26 Febbraio 2006 - 18:07
 
non reggerei il confronto gianfri! comunque se ci tieni te la mando quando rientro a casa. ora sto fuori e non l'ho a disposizione!

vocattivo :))))
utente anonimo

#58   26 Febbraio 2006 - 19:48
 
Vabbene, la metterò nell'archivio generale degli amici.
Onorato: ci conto
Ciao, Voc.
Gianfi.
**

Insomma, Stefano, ora che ti sei fatto una reputazione soddisfacente come Bonazzo, dicci un po': credi più nel tuo corpo e nella tua poesia? La domanda è scherzosa, ma non oziosa. A parte gli scherzi: quanto ti gratifica scrivere versi? Ti senti travolto dalla scrittura, oppure tu governi lei? La sorvegli? E, sorvegliandola, ti senti in qualche modo come nelle vesti di un domatore del circo, oppure firmi con il tuo stile una sorta di "contratto con i versi"? Ed ancora: segui un flusso di coscienza, di tipo junghiano? Se sì, reputi che, al pari della teoria analitica, si debba attraversare l'inferno e la morte, per giungere alla fase della "rinascita", che in tal caso potrebbe essere come la terza condizione umana, dopo quelle della vita e della morte?
Gianfri.
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#59   26 Febbraio 2006 - 20:16
 
fico(&)hippy... ehm, scuate, non ho resistito.

Swan

*
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#60   26 Febbraio 2006 - 21:22
 
Cioè, mia adorabile?
Tuo Gianfri
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#61   26 Febbraio 2006 - 21:23
 
Ammazza, sto Stefano!
Ariciao! G.
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#62   26 Febbraio 2006 - 21:29
 
Assolto il mio debito d'educazione nei confronti del padrone di casa, che torno a salutare e ringraziare dell'affabilità con la quale ha risposto ai miei saluti, mi permetto di rivolgere a gugl la domanda sfacciata che m'è affiorata alle labbra quasi immediatamente: ma una foto mezzobusto come quella di massimo no eh?
Non te l'avrei chiesto ma visto che sul mio blog insisti a chiamarmi pubblicamente "tuttapanna", almeno cerco di dimostrare che sono decisamente acida :P
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#63   26 Febbraio 2006 - 21:38
 
Adesso è ora di farla finita.Mi schiero solidale con Massi.Cercate di non sciupare l'onorabilità di questo blog, le fatiche di Gianfri, non si gettano alle ortiche.Parliamo di poèsia, (come diceva il buon Montesano)e i versi di Stefano meritano che lo si faccia, parliamo d'altro .Non mi costringete a bombardarvi di mie foto in mutande e canottiera (da runner, ovviamente).
Ho apprezzato i versi di Gug, ma solo i versi, ragazzi.
Ciao,
Red.
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#64   26 Febbraio 2006 - 21:46
 
Prima di chiudere il pc, ringrazio Alidivetro e Red-Roby per gli estremi saluti del giorno. Che ne dici, Red, se trasformassi questo mio spazio in un porno-blog?
Ci guadagnerebbero le visite.
Comunque, qualche battuta è sanissima: parlare di versi, anche. Ma, a proposito, dove si è cacciato Stefano?
Gianfri
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#65   27 Febbraio 2006 - 07:47
 
corpo e poesia? queste sopra hanno un corpo 12, squadrato, un corpo dentro che fa qualcosa, un corpo fuori che sente e scrive, un corpo altrove a cui le parole spettano. Sì perchè queste poesie sono nate da una stetta corrispondenza e-mail con Maria Grazia, e dunque la loro natura, il loro corpo, dipende dal corpo della comunicazione epistolare, dove, non vedendo il volto della persona a cui ti rivolgi, calibri massimamente ciò che scrivi.

In ogni caso, la mia poesia è "non mia", e certo non credo nelle prime cose che mi vengono sulla penna. Le lavoro molto, come la pasta per il pane (sono o non sono un fornaio, come dice Massimo!).

sulla foto: a me piace ridere (anche se nelle poesie, per mia scelta, non si sente) per cui ho voluto giocare con le apparenze, dando di me un'immagine non seriosa (però non mi aspettavo un successo così imbarazzante:-) Prometto che la prossima volta mostrerò la gobba, la piazza in testa, e i vetri spessi degli occhialini tondi!

un saluto dal vostro 'uno nessuno centomila' gugl:-)


utente anonimo

#66   27 Febbraio 2006 - 11:06
 
Attenderemo allora, caro Stefano, questo cambio di look non richiesto. E colgo l'occasione per ringraziarti di avere accettato il mio invito a partecipare alla bacheca speciale dei giovani e/o esordienti. Ti auguro un bel successo nel campo della scrittura, cosa che meriti a tutti gli effetti.
Tuo Gianfri.

Entro la giornata vi sarà un nuovo post.
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#67   27 Febbraio 2006 - 14:27
 
garzie a te Gianfranco per la cortesia. Mi pare che, come esordiente, ho dato del mio:-)

ciao
gugl
utente anonimo

#68   27 Febbraio 2006 - 17:58
 
Stefano, tu non sei esordiente: diciamo che sei giovane.
E comunque, volendo rigirarla, sei un ottimo autore.
Un saluto.
Siamo stati bene insieme.
Gianfri

(... a dar retta alle tue ammiratrice... hai dato del "tuo", ma dovevi osare di più! Ihihih!!).
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#69   28 Febbraio 2006 - 09:20
 
A proposito di Lolli:

Giovedì 2 marzo ore 16
Oratorio Novo della Biblioteca Civica (Parma), vicolo S. Maria, 5
il saggista ALBERTO BERTINI e il cantautore CLAUDIO LOLLI
affronteranno il tema
"Poesia e canzoni : un connubio felice, un intreccio fecondo"
primo incontro del ciclo
POESIA ALT