giovedì, 24 febbraio 2005

UNA POESIA SENZA STECCATI GENERAZIONALI

E’ da un po’ di giorni che tengo tra le mani “ IL MARE A DESTRA” - il libro di Massimo Gezzi, uno dei poeti più interessanti della propria generazione, quella nata nei pieni anni Settanta - e mi chiedo: qual è l’impressione definitiva che mi dà una raccolta come questa? La domanda parrebbe banale, ma non è così. Infatti, ad ogni ripresa di lettura, scorgo, in queste intense poesie  dell’autore marchigiano, un volto e una forgiatura diversi, come se, da un avvicinamento all’altro, nottetempo mi verrebbe da dire, qualcosa mutasse nei testi letti la volta precedente. Io credo che questo accada perché Gezzi, avendo dalla sua una forte personalità narrante, riesce a germinare nel lettore i diversi piani di una identica contingenza. Innanzitutto ho notato la stagione della formazione, la quale è bene incastonata nel suo tempo (anche se, per paradosso, pare essere aperta a tutte le altre età). In questa raccolta si scorge subito la temperie dello studente-pendolare che, dalle Marche, sale a Bologna attraverso descrizioni-riflessioni di chiara matrice esistenziale, che coinvolgono i paesaggi in movimento, così come riescono a pitturare l’aspettativa futuribile e la contingenza dell’”adesso”. Massimo è poeta solo in apparenza “semplice”; egli cattura l’attenzione del lettore con pochi ed incisivi segni di “unità narrante”; chessò: il viso e le mani di una ragazza che gli viaggia accanto, oppure l’atmosfera affollata di un treno che, come il tempo, attraversa le innumerevoli condizioni del vivere. In questo, Gezzi non sembra essere distaccato dai padri e dai nonni: ovvero, non fornisce chiari segni della propria età, ma antepone a quelli un meditare che è caratteristica dell’uomo in senso lato. Uomo novecentesco, così come novecenteschi sono i maestri ai quali si affida. Un Montale (ma è perfino banale dirlo, in quanto da un tal poeta attinge tutta la comunità del verso di fine e inizio secolo) o un Sereni, o un Penna, di cui rilevo due attacchi che lo ricordano in modo esclusivo, come quello di pagina 11, dove a un certo punto, il nostro Massimo afferma: “…Scendere un gradino è ricordarsi dello spazio: …”, o come quello di pagina 15, che dà la stura al testo intitolato “Piazza Carducci, una sera d’estate”: “Un vento di risvegli dentro il treno: …” .
Le caratteristiche di Gezzi sono almeno due. Una, sul versante della personalità, è quella che consiste nello scendere negli angoli più riposti della coscienza e della sua auscultazione: egli è decifrabile nel proprio rilevare i grumi esistenziali, proprio come farebbe un contabile di partita doppia, oppure il chimico che pone sul tavolo del laboratorio i minimi lacerti delle rare sostanze dell’animo umano. Ne sono felici esempi gli andamenti descrittivi di un temporale notturno (pag. 14), come del resto la trama del testo di pag.15, dove sono riportate le impressioni prima dette, di natura penniana (“Un vento di risvegli dentro il treno: / il faro della luce lampeggia / ad ogni tunnel, e il gusto improvviso / della gioia sulle dita …/ “). La seconda peculiarità del nostro autore in questione viene decifrata sul versante della struttura ed è l’accumulo - vuoi di particelle grammaticali (le numerose preposizioni, semplici e articolate, che evitano una più fitta aggettivazione), vuoi di luoghi, di pensieri e di tutta un’oggettistica quanto mai interessante -.

L’inizio di pagina 5, bene potrebbe rappresentare l’ultima affermazione:

Il miracolo è che il cielo
non scivola di un dito, che il mare
non trabocca nella conca
su cui pende – questi colori,
che in un piano segreto della mente
sono cose, legano il nostro corso
a uno stupore che continua (…)
“,

mentre l’uso sovrabbondante di preposizioni lo si coglie un po’ ovunque, come ad esempio a pagina 23;

Ridicoli” diciamo, quasi
in simultanea, gli “uomini mascherati
da scheletro o da mummia” – l’epidermide
di polvere dello schermo s’infittisce:
il sole si incide sul tavolo
più vivido, la casa poco a poco
sta imparando il nostro odore –
nella camera da letto i materassi
riscoprono l’ingombro di due corpi:
Elena mentre gode
fa un rumore rabbioso –
Il quadro alla parete, papavero o che altro,
custodisce la parentesi
della nostra permanenza. Il lampo
del televisore appena spento la cancella.

Testo esemplare, questo, anche per tema e situazione quotidiana.

Non sembrerebbe, a tratti, di leggere poesie composte da un autore non ancora trentenne: non parrebbe neanche quando il poeta si affaccia a descrizioni formative, più inerenti alla tematica dei giovani di oggi. Sembra, anche qui, di ascoltare un adulto non appesantito da particolari connotazioni anagrafiche:

C’è troppa notte quando
il treno delle dodici e quaranta
trascina i suoi bagliori sulla sabbia marchigiana,
e Fano e Senigallia si illuminano
appena, come per la lama
di chiaro di una torcia : lontano
le petroliere coltivano un brandello
di luce, più netta di quella
dei corridoi delle carrozze –
noi scivoliamo nel sonno sordomuti,
nella semioscurità siamo
sagome di cose.

I testi di Massimo hanno inoltre la caratteristica di iniziare il loro dire con condizioni certe, se non proprio da definizione; ne sono esempi, quelli di pagina 10 e di pagina 11, rispettivamente:

La collina è una parentesi di steli …” ;

Il punto di svolta riposa
sul primo gradino della scala: a terra hai l’aria
soda e luminosa d’Adriatico nel naso
…”


Insomma, Massimo Gezzi dà, con questo suo “Il mare a destra” , una felice prova di esordio editoriale.
La sua, appare voce personale e duttile; un flautato procedere nel mondo delle piccole cose del quotidiano, da cui poi lui prende il volo per issarsi sulle considerazioni intorno all’esistenza e ai suoi fragili meccanismi.
E, in questo, davvero, il nostro amico poeta, lascia un segno di robusta sensibilità e di talento.

"Un attimo di calma: lasciare

che la ventola del computer

sospiri il suo rantolo nel vuoto

della stanza - uscirsene fuori,

guardare il vicino che spala

la neve, sentire

il rumore metallico del ferro

sul cemento. Due passeri in volo

confondono l'aria.

Io penso: se non ci fosse gravità

sarebbe tutto tormenta"

**

Alla prossima puntata,
Gianfranco

Massimo Gezzi "Il mare a destra",  Edizioni Atelier, 2004, pagine 57

***************

AVVISO IMPORTANTE: RICOPIO SU QUESTO MIO BLOG IL POST CHE LUCA FRUDA' HA PUBBLICATO SUL SUO. L'ARTICOLO RIGUARDA UN'EMERGENZA DI TUTTO RISPETTO. MA LEGGERETE DALLA "VIVA" PENNA DI LUCA QUELLO CHE STA ACCADENDO IN ITALIA. IO MI ASSOCIO A QUESTO APPELLO CHE VIENE DALLA GENEROSA SICILIA E LO FIRMO INSIEME A FRUDA'.

ECCOLO:

Emergenza sangue

Ci troviamo in una grave situazione di carenza di sangue. A causa dell'influenza molti donatori di sangue non hanno potuto effettuare la donazione e le scorte di sangue si sono esaurite in Sicilia, Toscana, Lombardia, Piemonte, Abruzzo ed Umbria. La associazioni di volontariato stanno facendo i salti mortali per colmare le carenze di donazioni, ma la situazione è molto grave. Alcuni ospedali a Palermo hanno dovuto addirittura bloccare interventi chirurgici programmati. Si sta facendo ricorso persino ai militari e alle Forze dell'ordine per far fronte almeno alle emergenze.
E' possibile donare il sangue presso tutti gli ospedali e/o rivolgersi alle seguenti associazioni di volontariato:

Avis - www.avis.it - tel. 800261580

Croce rossa italiana - tel. 06.47591

Fidas - www.fidas.it - tel. 06.68891457

Frates - www.fratres.org - tel. 055.3261700

Donare sangue è assolutamente indolore e fa bene a se stessi e agli altri. Ricordate che i lavoratori per legge hanno diritto, quando vanno a donare il sangue, a un giorno di permesso retribuito. Dopo la donazione, quindi, possono tornare a casa a riposarsi. È sufficiente portare al datore di lavoro il certificato di avvenuta donazione rilasciato dal centro trasfusionale.

Prego di cuore chiunque possa di donare e prego tutti di spargere la voce della grave situazione. Non è un falso allarmismo. C'è bisogno dell'aiuto di tutti.


postato da: nestore22 alle ore 21:47 | link | commenti (18)
categorie: poesia, critica letteraria

Commenti
#1   25 Febbraio 2005 - 01:48
 
Non posso che concordare: è un libro che vorrei avere pubblicato io, sia come autore che come direttore di collana.
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#2   25 Febbraio 2005 - 01:53
 
Bravo Massimo, lo adoro!
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#3   25 Febbraio 2005 - 11:32
 
Sì Il mare a destra è proprio un libro interessante, come ho avuto modo di spiegare recensendolo su una rivista! Si attendono nuove prove...Un caro saluto
LiukArio
utente anonimo

#4   25 Febbraio 2005 - 12:48
 
Eccellente!!!!!!!
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente RitaM

#5   25 Febbraio 2005 - 14:38
 
Massimo ha, come ho avuto modo di dirgli personalmente, un autentico timbro lirico. Il suo 'io' è pienamente nel solco dela tradizione del classicismo lirico moderno. Qui conta la biografia, il privato come luogo di senso, tempo nel quale si possono cogliere significati che ci toccano. Poi, più di altri, ha notevole sensibilità tecnica e retorica. Ci sono versi che scivolano dentro come acqua, come una cosa naturale. Fra quelli vicini a me come età, è il mio preferito. E poi, come ha scritto Ramona nel blog di Atelier, è bello come terzino meridionale...
Gabriel
utente anonimo

#6   25 Febbraio 2005 - 19:40
 
senza voler apparire retorica,considero una grande opportunità leggerti
e rivisitare la letteratura contemporanea e altro...guidati amabilmente dalle tue recensioni

"ascolto" questo passo ...

“Il miracolo è che il cielo
non scivola di un dito, che il mare
non trabocca nella conca
su cui pende – questi colori,
che in un piano segreto della mente
sono cose, legano il nostro corso
a uno stupore che continua (…)

straordinario...

Ciao Gianfranco
Sil


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#7   25 Febbraio 2005 - 19:55
 
Al termine della giornata mi appresto a ringraziare tutti gli amici che hanno voluto manifestare un giudizio sul libro di Massimo. Una raccolta lirica (dice giustamente l'amico Gabriel) che ci perviene da un robusto autore "lirico-classico-moderno". Hai ragione, Filippo: fossi un editore, vorrei avere anch'io in catalogo questo "Il mare a destra". Un tenero abbraccio a Sil. che ha voluto riportare un frammento di poesia. Un altro abbraccio alla Gibe2001-Giovanna per il suo interesse sui libri recensiti qui.
Al caro LIukario un ciao pre-festivo!

Una buona serata a tutti quanti.
Vostro Gianfranco
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#8   25 Febbraio 2005 - 22:10
 
Non sia mai detto che chiuda il PC senza salutare la carissima RITAM.
Ciao, bella!
Gianfranco
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#9   25 Febbraio 2005 - 22:16
 
mi sono proprio goduto la tua recensione.....Grazie. Un abbraccio. Alain
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#10   25 Febbraio 2005 - 22:56
 
Leggo solo adesso, in seguito alla segnalazione in privato di Gabriel, la bella recensione di Gianfranco (sono giorni frenetici, questi...). Grazie davvero di cuore. E grazie a tutti quelli che sono intervenuti.
Ad maiora!
Massimo G.
utente anonimo

#11   25 Febbraio 2005 - 22:57
 
incantevole purezza trasuda da ogni verso.
bravo e ..giovane. si può quindi ben riporre fiducia nella poesia del futuro.
rina
utente anonimo

#12   26 Febbraio 2005 - 01:36
 
Grazie di cuore Gianfranco l'aiuto al comune appello. Spero che molti si convincano a donare il sangue.

Mi piacerebbe leggere l'ultimo libro di Gezzi, del resto trovo geniale l'ultima poesia da te citata. Intanto complimenti a Gezzi per la pubblicazione e a te Gianfranco per l'ottima segnalazione e per l'attenta critica.
Un caro saluto.
Con Armonia, Luca.
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#13   26 Febbraio 2005 - 11:58
 
Notevole e a mio parere giustissimo Gianfranco l'accostamento di Penna e Montale, Novecentismo e Anti-novecentismo nel libro di Massimo si stringono la mano, come ebbi modo di scrivergli qualche mese fa "un Penna che ha letto troppo bene lo Zibaldone".

mimmo
utente anonimo

#14   26 Febbraio 2005 - 15:56
 
Un abbraccio a MASSIMO e uno a tutti gli intervenuti. A LUCA, il quale è sempre attento ai problemi sociali (attento come pochi); a RINA, che ama la bella poesia; a MIMMO, che mi scalda il cuore pensando ai nostri comuni accostamenti sulla poesia di Massimo; ad ALAINB, sempre graditissimo ospitato, qui. A TUTTI, insomma, una comunanza nel nome della Poesia.
Vostro Gianfranco
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#15   26 Febbraio 2005 - 20:23
 
Cavi amici vicini e lontani,
un cavo saluto a tutti quanti, ova che avviva il Festivàl di Sanvemo.
Non abbiate pauva di nulla, sempve il mio pensievo vola a la votre memoire!
E gvazie di esisteve! Non dimenticatemi, eh?
utente anonimo

#16   26 Febbraio 2005 - 21:25
 
Sei tu, Filo?
Se sei tu, un abbraccio!!
Se invece è altra persona, ... un abbraccio anche a lei!!
Gianfri.
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#17   28 Febbraio 2005 - 12:11
 
ciao Gianfranco! a quanto vedo anche tu hai messo l'appello per l'emergenza sangue. io ho sempre meno tempo per il blog...ti ringrazio per le tue frequenti visite, sempre molto gradite. un caro saluto
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente zoettona

#18   28 Febbraio 2005 - 20:58
 
Ciao Carlo, torna presto.
Gianfranco
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Toscano di origine, romagnolo di adozione, scrivo poesie e prose. Le mie principali pubblicazioni sono: - "I ragazzi del Settanta", Campanotto editore, Udine, 1989 - "Davanzale di travertino", Campanotto editore, Udine, 1993 - "Jennifer" (prosa), Fernandel, Ravenna, 1995 - "Album italiano", Campanotto editore, Udine, 2002 - "Stato di vigilanza", Piero Manni,Lecce, 2006 -

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