lunedì, 07 gennaio 2008

E-BOOK

MEGAforlì corso della Repubblica, 144 47100 Forlì (FC)
   

      

 Mercoledì 23 gennaio, ore 18.00

Poliedrica inverno 2008: Gianfranco Fabbri

presenta il progetto "Bacheche dei poeti

giovani e/o esordienti" -una mappatura degli autori meritevoli di una più attenta

lettura-. Trentatré voci, apparse nel blog "La costruzione del verso", capaci di

suscitare le più diverse sollecitazioni, sia per la diversa cifra stilistica sia per

l'approccio con il pubblico "virtuale", lì intervenuto a commentare. L'e-book è

stato pubblicato dal portalino Nabanassar per le cure di Giuseppe Cornacchia e

Gianfranco Fabbri. Il link di Nabanassar è linkato qui a fianco.

Sala "MenoUnoMega"

 

 Sebastiano Aglieco-Fabiano Alborghetti-Filippo Amadei-Danni Antonello-Luca Ariano-Cristina Babino-Mimmo Cangiano-Roberto Ceccarini-Giacomo Cerrai-Fabrizio Centofanti-Tiziana Cera Rosco-Giuseppe Cornacchia-Daniele De Angelis-Salvatore Della Capa-Matteo Fantuzzi-Sabrina Foschini-Luca Frudà-Stefano Guglielmin-Davide Nota-Massimo Orgiazzi-Adriano Padua-Gabriele Pepe-Vittorio Pergola-Antonella Pizzo-Alessandro Ramberti-Marco Ricci-Nicola Riva-Massimo Sannelli-Francesca Serragnoli-Christian Sinicco-Giovanni Tuzet-Paola Turroni-Matteo Zattoni

 

 

postato da: nestore22 alle ore 21:48 | link | commenti (42)
categorie: poesia, appuntamenti

Commenti
#1   07 Gennaio 2008 - 23:35
 
Link diretto all' e-book gratuito in formato .pdf:
http://www.nabanassar.com/bacheche2006.pdf
utente anonimo

#2   08 Gennaio 2008 - 00:31
 
Una delle cose più belle comparse in rete negli ultimi due anni.

fm
utente anonimo

#3   08 Gennaio 2008 - 08:44
 
Buongiorno ai cari amici Giuseppe e Francesco. Mi piacerebbe vedervi tra il pubblico, quel pomeriggio.
Vostro Gianfranco
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#4   08 Gennaio 2008 - 09:01
 
Assolutamente encomiabile, Gianfranco

Antonio Fiori
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#5   08 Gennaio 2008 - 12:01
 
Intanto buon anno Gianfranco, e poi complimenti per l'iniziativa, sia di selezione sia per la scelta del formato in cui pubblicarla. pubblicizerò come posso, oltre a scaricare. :-)

Un abbraccio


A
utente anonimo

#6   08 Gennaio 2008 - 12:12
 
ottima iniziativa. La buona poesia che quotidianamente proponi deve circolare ed essere divulgata.
abbracci
nicola vacca
utente anonimo

#7   08 Gennaio 2008 - 12:49
 
e bravo Gianfry ;)
un abbraccio
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#8   08 Gennaio 2008 - 14:36
 
Ma che bella sopresa Gianfri!!!Concordo con il parere di Francesco Marotta. Lo ribadisco anche io senza piaggeria. Peccato il 23 gennaio lavori sennò sarei venuto in quel di Forlì... poi sai ho sempre un debole per la Romagna!
Complimenti e in bocca al lupo.

Un caro saluto

Luca Ariano
utente anonimo

#9   08 Gennaio 2008 - 14:55
 
Bene, buona presentazione allora.
Ciao
Sebastiano
utente anonimo

#10   08 Gennaio 2008 - 17:56
 
Un saluto corale a Nicola, Liuk, Fabio e Sebastiano. Grazie per gli auguri di buon lavoro. Altrettanti ne faccio a voi, con molto affetto.
Vostro Gianfranco
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#11   08 Gennaio 2008 - 18:36
 
A., non riesco a identificarti. Grazie, comunque.
Antonio, un abbraccio affettuoso a te. Salutami tanto Giovanni.
Tuo Gianfranco
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#12   08 Gennaio 2008 - 19:57
 
Sarei venuto volentieri primo perché finalmente ti avrei conosciuto di persona e secondo perché è l'unica antologia, dopo Dissenso II, che vede il mio nome... :o))
Ma Forlì è lontano per i miei muscoli.
Se per caso ti scappa una presentazione a Roma fammelo sapere che troveremo il luogo adatto dove farla.
Un saluto a te e a tutti i vecchi cari amici.
pepe
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#13   08 Gennaio 2008 - 23:29
 
Bravo Gianfri, bravo Gius.Co: questa sì che è un'operazione rispettosa degli autori che contiene. Giustamente, include tutti quelli che tu hai ritenuto degni di apparire nel tuo blog e non la cernita delle cernite, come fanno altri. Non per fare il polemico ad oltranza, ma le cose bisogna pur dirle. Fermo restando che poi, sui contenuti, si può anche discordare e serenamente confrontarsi. Un caro abbraccio.
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#14   09 Gennaio 2008 - 00:11
 
Caro Gianfranco,
come amico e come presidente dell'associazione Poliedrica che ha organizzato questo incontro, sono davvero lieto e onorato che sia tu con le Bacheche ad inaugurare la serie di incontri di Poliedrica Inverno 2008.
Altrettanto contento che i tuoi affezionati lettori e partecipanti del blog accolgano con tanto entusiasmo l'occasione.
Sperando di incontrarli il 23 gennaio e che diventino amici anche di Poliedrica. Grazie.
Stefano Leoni
utente anonimo

#15   09 Gennaio 2008 - 03:13
 
Vedi, Pepe, che ho ragione io? Se tu ci sei solo di sguincio, in un paio soltanto, le antologie non servono proprio a un cazzo.
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#16   09 Gennaio 2008 - 10:29
 
"a che serve l'ennesima antologia di gusto?"
"Generalmente, non sono d'accordo con la mappatura tout court"
"Ma perché, spiegatemi, dovrei acquistare un libro che non mi dice niente di nuovo, tranne comunicarmi che tizio ha letto una cosa e gli è piaciuta?"
Queste sono alcune citazioni di commenti di Filippo Davoli dal sito di LiberInVersi. Mi sono venute in mente leggendo qui il suo commento entusiasta per la pubblicazione dell'e-book di Fabbri e Cornacchia. Ma non è in fondo la stessa idea? 'Mappatura degli autori meritevoli di una più attenta lettura': né più né meno di quello che ci siamo proposti con l'Antologia di LiberInVersi. La sola differenza è nel numero di chi ha operato la selezione.

Pierluigi Lanfranchi
utente anonimo

#17   09 Gennaio 2008 - 11:50
 
Carissimo Gianfranco, ecco un'ennesima prova di altruismo e di ideale umanesimo, con/e per tutto il lavoro che la precede. Ben vengano, sempre, lavori come questo, utili per tutti - inclusi ed esclusi - documentando un orientamento di gusto e di valori.
Complimenti e auguri a te e a Giuseppe Cornacchia.

Giovanni
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#18   09 Gennaio 2008 - 13:58
 
Pierluigi, ho paura che tu stia perdendo solo tempo...

Un saluto a tutti.

fm
utente anonimo

#19   09 Gennaio 2008 - 15:57
 
La firma con la A ero io Gianfranco! Se cliccavi sulla casina si apriva il mio blog :-)

A
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#20   09 Gennaio 2008 - 16:34
 
Forse hai ragione, Francesco: sto perdendo tempo. Il fatto è che non capisco l'accanimento con cui è stata accolta la nostra iniziativa che, nello spirito, non è tanto diversa da quella di Fabbri-Cornacchia. Che la selezione si faccia prima o dopo, che a farla sia una persona sola o sette, non cambia di molto le cose. No? Ci sarebbero altre cose da dire. Ad esempio il fatto che uno dei due curatori (Cornacchia) sia anche un autore selezionato non è proprio una grande dimostrazione di stile. Ma la mia quantità di tempo da perdere è limitata. Meglio impiegare il tempo per leggere l'e-book.
Pierluigi Lanfranchi
utente anonimo

#21   09 Gennaio 2008 - 18:43
 
Che io sappia però Cornacchia non è un curatore ma ha solo aiutato Fabbri a realizzare l'e-book dal punto di vista tecnologico. La scelta è tutta di Fabbri.
Non volevo intervenire in questa sterile polemica - essendo poi tra i poeti presenti mi pareva di essere in "conflitto d'interesse" - ma mi sembrava corretto dire le cose come fossero e non dare l'etichetta ad una cosa quando non ce l'ha...
Per quanto mi riguarda nessun accanimento sull'antologia di LiberInversi di cui ho già detto nel blog...

Un caro saluto

Luca Ariano
utente anonimo

#22   09 Gennaio 2008 - 19:08
 
mai fatto polemica sull'antologia di liberinversi che ha seguito un'altra strada. Tra l'altro i nomi sono di tutto rispetto poi se ne possono o no condividere alcune impostazioni ma ognuno è libero di scegliere e di fare del proprio tempo ciò che vuole. L'unica cosa che mi lasciava perplesso era il titolo che sembra voler indicare un cambio di rotta nella poetica del presente italiano cosa che a me sembra vera solo per alcuni autori ma insomma qui siamo ai gusti personali che contano quel che contano.
Faccio i sinceri complimenti ad entrambe le iniziative tutte e due degne di nota.
Caro Filippo le antologie contano e non contano dipende sempre da chi le elabora, promuove, pubblica, da chi ci lavora ecc.
Io lo so di essermi scelto una via diciamo così un po' appartata e quindi mi pare normale che nelle antologie compaiano solo i poeti che veramente meritano. Non sempre succede ma nel caso di liberinversi direi che i nomi proposti sono di altissimo valore. a parte, per me, M. B. Tolusso che è la solita poesia prosastica all'italiana che da troppi anni, sempre secondo me, imperversa e va per la maggiore ma ripeto i gusti personali in questi casi non contano.
Dell'antologia di Fabbri non dico nulla perché sono presente e quindi mi pare evidente il conflitto di interessi... :o))
pepe
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#23   09 Gennaio 2008 - 19:50
 
Signor Lanfranchi, le brucia?
Ma che cosa le brucia?
Gianfranco Fabbri
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#24   09 Gennaio 2008 - 20:52
 
Saluto tutti i visitatori di quest'oggi. Dall'amico Filippo a all'amico Pepe; dal caro Giovanni a Stefano Leoni (il bravo presidente di Poliedrica che, assieme a Marco Viroli e a tutti gli altri soci, ha organizzato in modo eccellente questo appuntamento, peraltro già in programma sin dallo scorso autunno); da Francesco (Marotta), che sempre abbraccio con fraterno affetto, a Luca Ariano, il quale ha così bene scritto nel suo commento; ad Ansuini, infine, che sempre ricordo con grande simpatia. E anche a Lanfranchi, sempre sperando che abbandoni ogni parallelismo tra la mia e la sua iniziativa. E' ora di lavorare seriamente e non di polemizzare.
Gianfranco
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#25   09 Gennaio 2008 - 21:09
 
Sig. Lanfranchi,
siccome crede di prendermi in castagna, ribadisco - ma spero sia l'ultima volta (della serie che se lei è duro di comprendonio mi spiace) - che le uniche antologie in grado di "segnare" sono quelle estetiche e non quelle tematiche, con buona pace dei nemici del canone. Il quale non dubito che possa spaventare, tanto i critici in erba non in grado di invidividuarne uno plausibile - come nel blog di Liberinversi ha dichiarato qualcuno di voi curatori -, tanto gli autori che in forza di una tematica possono intrupparsi ma in forza di un'estetica forse no.
Che io non sia d'accordo per principio con le operazioni di mappatura si collega perfettamente con quanto sopra: la mappatura, infatti, necessariamente è tematica. Tra la vostra antologia e l'e-book di Fabbri, peraltro, esistono belle e sostanziali differenze: Fabbri pubblica su carta (archivia su carta, in un certo senso) quanto da lui già fatto apparire in rete, ma INTEGRALMENTE, a differenza vostra (mi pareva di averlo spiegato). Della serie che avreste salvato la faccia a pubblicarli tutti un po' alla volta, partendo dalla lettera A e proseguendo, se ci avete creduto quando li avete ospitati nel blog. Ma comprendo che il gusto dell' "uno sarà preso e l'altro lasciato" di biblica memoria sia forte...
La differenza, cioè, non è nel numero (quantitativa) ma nel metodo (qualitativa): sorprende che sia così complicato da capire.
Infine, il discorso sui contenuti: "su cui serenamente potersi confrontare e, perché no?, discordare".

La saluto caramente, sig. Lanfranchi. Che poi, a dire il vero, io non so nemmeno chi sia lei: scrive? Ha pubblicato qualcosa?
FD
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#26   09 Gennaio 2008 - 22:37
 
Gianfranco, ti rispondo io, a nome mio, e in nome della nostra amicizia, che nessuna puttanata da blog, alimentata ad arte da qualcuno (sì, a questo punto lo penso davvero) potrà mai scalfire.

Vedi, io non conosco Pierluigi Lanfranchi, così come non conosco il novantanove virgola nove per cento delle persone che incontro in rete e di cui pubblico da un anno, prima su lpels e poi sul mio blog, i testi: impippandomene bellamente delle scuole a cui si rifanno o delle eventuali congreghe, più o meno salottiere, che frequentano; se hanno il ciglio ancora umido di pianto perché sono appena apparsi alla madonna o se frequentano bettole, lupanari e cantine di atei avvinazzati. Li leggo: i loro testi mi parlano: vi riconosco il segno, piccolo o grande che sia, di un rapporto “vitale”, vero, con la scrittura: e allora li cerco e li pubblico in rete (per quel che vale), solo e unicamente per ringraziarli del piacere che mi hanno dato, del dono che, senza conoscermi, mi hanno fatto: perché amo la poesia (“la” poesia, non “la mia” poesia).

Ti dico “quello” che “brucia” a me, e te ne spiego anche i motivi, fregandomene altamente se il solito coglione di passaggio verrà magari a sbrodolare il parto inesistente del suo ancor più inesistente pensiero (tanto per tacere dell'etica, degli affini e dei derivati) dicendomi che ne parlo perché coinvolto nei "fatti". I "fatti"? Ma quali “fatti”? Ma di cosa state parlando, ormai da venti giorni, se ancora non vi accorgete che state letteralmente riempendo di “chiavica” un gruppo di persone: sì, “chiavica”, “munnezza”: più o meno camuffata dietro emoticon, risolini, ammiccamenti, uso ad libitum di pronomi impersonali “offensivi”, in qualche caso di una retorica di quart’ordine, della serie “dico e non dico”, con sofismi da oratorio preconciliare e contraddizioni talmente palesi tra il dire e l’operare da far credere, a chi abbia la ventura di sfogliare le pagine di certi blog “personali”, di essere in presenza di gente che vive nell’illusione panica, metafisica o allucinogena poco importa, che il mondo sia fatto di trogloditi con l’anello al naso, incapaci di smascherarli e di mandarli affanculo.

Un gruppo di persone – dicevo - che ha avuto la malaugurata (visti gli esiti) idea di tirare fuori da un blog qualche nullità (sto parlando di/per me) poetica per scrivere una paginetta di note sui suoi testi. Ma avete provato a guardare il tutto “dall’esterno”, tanto per vedere l’effetto che fa? Sui soggetti coinvolti (i curatori dell’inesistente “antologia”!!!), e sui lettori silenziosi o di passaggio? Partiamo da questi ultimi. Se legge alcuni interventi su “liberinversi”, o qui, in un altro post, uno non può farsi altra idea che a qualcuno gli rode il culo perché non c’è (della serie: “lei non sa chi sono io, quanti titoli ho, quanti premi prestigiosi (sic!!!) ho vinto, ma chi sono questi, ma come vi siete permessi di escludermi!”): trattenendo a stento la stizza e cercando, vanissimamente (vedi i “trogloditi” di cui sopra), di nasconderla dietro vampate di fumo, fatte di teorie sulla “inutilità e il danno delle antologie per la vita” e altri vacui sillogismi di accatto, sui quali, fino alla prova dei fatti, e a parole, siamo tutti d’accordo.
Ma quello che fa più male è il trattamento riservato al primo gruppo (i curatori): gruppo solo “nominalmente”, perché il vero obiettivo è uno solo, e non è un “pronome” qualsiasi, ma una persona in carne ed ossa: Massimo Orgiazzi. Al quale, nei commenti in cui, alla fin fine, gli va ancora bene, ci si limita a spiegare cos’è che “deve” fare, come “deve” agire, “quando” e “dove” pubblicare, “perché” esistere, e in quali forme.

Avete provato ad immaginare, anche solo per un attimo, cosa possa provare, sotto il cumulo di tante allusioni di merda contro la sua onestà intellettuale e la sua dirittura morale chi, per più di due anni, è venuto a cercarvi unoper uno e a chiedervi testi; li ha fatti conoscere a migliaia di persone, non solo in rete; li ha curati, chiosati, commentati per giorni e giorni fino allo sfinimento, studiando e leggendo per voi, rinunciando al suo tempo – il tempo della “sua” vita -? E in cambio di che cosa, se ci sono voluti due anni per vederlo – costretto da noi, oltretutto – pubblicare un suo testo? Per la gloria? Per farsi un nome? No: semplicemente per quell’amore verso la poesia che credeva di condividere con altri, nell’utopia di una “communitas di differenze e di differenti” che non esiste e non esisterà mai, fin tanto che qualcuno non fa, come dovrebbe, outing e si rivela per quello che è e che pensa realmente: “signori, a me non frega una mazza dei vostri sogni: io sono mio, e in questo io/mio può esistere una sola realtà: il mio orticello: dove coltivo la speranza del “grande salto”, del riconoscimento di “color che sanno” e, soprattutto, che “contano”.

E tu ti senti male, ma male davvero, perché persone come Filippo Davoli le hai stimate profondamente, da sempre, come poeti e come uomini; e allora non ti spieghi questo sottile, perverso “accanimento chirurgico”, per cui ogni occasione è buona per rigirare (con consumata arte e perizia, per carità!) lo stiletto nella “inesistente” piaga.
E tu stai male, ma male davvero, a vedere come una persona che stimi di cuore, come Gabriele Pepe, finisce, invariabilmente, nella stessa rete, per seguire l’onda che in quel momento tira. Gabriele, ma Cristosanto, basta con le tue “due” antologie del cazzo e di “questo mondo che non mi riconosce!” Ma ti rendi conto di quello che scrivi, di quello che si legge sotto traccia, contro le tue stesse intenzioni? C’è gente che scrive da millanni e che ha sempre rifuggito queste imbalsamazioni come la peste! E poi, scusa, quale sarebbe l’antologia che conta? La “liberinversi express”? E le notti e i giorni passati a leggere i tuoi libri, a scriverci sopra una nota (che è sempre stato un atto di ringraziamento), cosa sono, merda? E il fatto che cento blog su cento abbiano aperto le porte ai tuoi testi, ai tuoi libri (letti e amati da tutti, tranne che da chi ti adula pro domo sua, che non li ha nemmeno sfogliati, e tu nemmeno te ne accorgi): cos’era, carità di second’ordine, se ora ritieni più importante la comparsata in un libercolo mai nato, e che spero ardentemente non nasca mai? Non era carità, no: solo riconoscimento del tuo valore da parte di gente lontanissima da te per scelte e gusti estetici e poetici, che ha voluto testimoniarti la sua stima: cioè il suo amore per la poesia. Tu, insieme a qualche altro, non vi rendete conto che finite per fare strame di tutto questo.

La amate davvero “la” poesia? Sì? Bene: avete dei blog, pubblicate un post di “riconoscenza” verso Orgiazzi, come quello che io ho dedicato al lavoro di Gianfranco, e poi, se ci riuscite, sprofondatevi nella ricerca della “poesia”, rinunciate a qualcosa del vostro ego smisurato che straborda da tutti gli emoticon del cazzo e i giri di parole che possono incantare solo gli analfabeti, e poi fate come i due che ho citato o come Guglielmin o Aglieco, per anni e anni e anni… Poi ne riparliamo, se sarà il caso. Ma avverrà?

p.s.

Quando mi hanno comunicato che ero stato scelto (“elezione per grazia”? per un ateo, poi…) ho chiesto a chi me lo riferiva chi fossero gli altri inclusi. A risposta ottenuta, gli ho buttato lì due o tre nomi, di esclusi, coi quali ho chiesto di essere “sostituito”. Risposta: i nomi che mi fai sono “grandi” davvero (parole testuali), e lo sai anche tu che li citi: ma io non ho scelto i migliori, perché non c’è nessuna gara, nessun migliore o escluso, solo qualcuno di cui avevo letto più testi, anche fuori dal blog, e mi sentivo più sicuro, più tutelato dallo scrivere, magari, delle autentiche cavolate.

E sarebbe questa la “congrega”, la “manfrina” perversa per escludere qualcuno dall’antologia (sic!) della nuova era, dall’erigendo “canone del nuovo millennio”???
Ma fatemi il piacere, finitela, e, se vi riesce, risparmiatevi per dispute più grandi (R. Char).

Nessuno sopravviverà alla sua stessa polvere. E se ciò dovesse mai avvenire, costui, per grazia invalicabile della poesia stessa, non lo saprà mai.

fm
utente anonimo

#27   09 Gennaio 2008 - 23:49
 
Mi dispiace solo che l'azione di trasferimento delle polemiche su di un progetto al quale ho sempre aderito e del quale mai mi sarei permesso di criticare sia finita su questo mio blog (lo spazio che da sempre cerco di isolare dalle polemicuzze da quattro soldi). Qualcuno ha la responsabilità di questo lavorìo perverso, caro Francesco. Se il signor Lanfranchi avesse evitato di tirare in mezzo un luogo dignitoso come "La costruzione del verso", adesso non saremmo qui a specificare. Ma quando un individuo vuole il male, purtroppo il suo male vince il pure efficace riserbo (il mio). mando a Orgiazzi il mio senso di adesione con il semplice ricordare che il suo nome compare in questa mia raccolta delle bacheche. raccolta pubblicata ormai un anno.
Gianfranco
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#28   10 Gennaio 2008 - 00:13
 
Mi bruciano le stesse cose che bruciano a Francesco Marotta.
Pierluigi Lanfranchi
utente anonimo

#29   10 Gennaio 2008 - 00:14
 
Gianfranco, passo e chiudo. E non prendere quello che dico come un rimprovero.

Sarà pure vero quello che dici, ma non compete a me deciderlo. E se è vero (ma sono fatti vostri: io, come ben sai, ne ho ben altri da sbrigare), è anche vero, me lo concederai, che lo stesso rimprovero dovresti rivolgerlo a chi, Filippo (io non uso pronomi generici), continua a punzecchiare e a lanciare i suoi strali e le sue frecciatine da saggio illuminato, depositario di chi sa quale verità.

Rileggi, per cortesia, il commento n.13: è quello di uno che non aspettava altro che l'occasione propizia per ergersi a giudice dei vivi e dei morti. E usando, per giunta, tutti gli armamentari retorici che possiede, ad esempio la connotazione in senso etico dei termini che usa, pur riferendoli a cose e fatti: "rispettosa", "giustamente", "degni"; ai quali, simmetricamente, non può che corrispondere: "irrispettosa", "ingiustamente", "indegni": e sa benissimo, lo sa!, che quei termini, per antico retaggio etimologico, connotano non "cose", ma "persone".

E sì, ha propria una gran bella cultura classica, il Filippo. Guarda, poi, con quanta grazia si "para" con quel "serenamente", che è ancora più irridente (e anche questo lui lo sa bene!). E, infatti, chi è quell'idiota che andrebbe a discutere e a confrontarsi "serenamente" (sic! Anselmo sarebbe fiero di lui!) con gente "indegna", "ingiusta", "irrispettosa"?

Chiudo qua, perché né tu né il blog meritate tutto questo.

Ti saluto e ti auguro la buona notte.

fm
utente anonimo

#30   10 Gennaio 2008 - 00:18
 
Francesco, non permetto né a te né a Lanfranchi (che io non conosco) di offendermi o semplicemente di venire a fare polemiche che io non ho mai innescato. Queste discussioni sono di pertinenza in Liberinversi. Che cavolo posso entrarci io? Davoli? Pepe? Avevano stilato i loro appunti su quel blog.
Ulteriori specificazioni, da parte vostra, saranno cassate.
Gianfranco
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#31   10 Gennaio 2008 - 00:21
 
ma che bella sorpresa Gianfry, grazie! mi piace questa bacheca, è come se tutti insieme avessimo fatto una gita e poi una foto di gruppo da riguardare dopo anni per vedere com'eravamo e poi dire: che bei tempi! un abbraccio a te e un ringraziamento,e anche a Giuseppe.
antonella

ps. guarda che hai dimenticato di inserire nell'elenco del post la Babino.
utente anonimo

#32   10 Gennaio 2008 - 00:28
 
Gianfranco, prima di cassarmi, mi faresti sapere, cortesemente, dove ti avrei offeso? Tu mi conosci, sai benissimo che questa non è una domanda retorica e che sono pronto, in ogni momento, a fare pubblicamente ammenda.

Ti ripeto, non sto difendendo nessuno, perché non sono in grado di difendere nemmeno me stesso: tutti questi ultimi schifosissimi commenti, a cominciare dai miei, li ha innescati l'autore, Filippo Davoli, dello scritto che compare, con tanto di casina, al numero 13: quello sì, offensivo al massimo.

E adesso, per cortesia, cancella pure tutto (quello che mi riguarda, intendo) e, sinceramente, scusami tanto.

fm
utente anonimo

#33   10 Gennaio 2008 - 00:57
 
Non era mia intenzione offenderla, Fabbri. E non credo di averlo fatto (a meno che il confronto tra la sua iniziativa e quella di LiberInVersi sia per lei offensivo. A me sembra che le due iniziative nascano da una comune passione e che siano entrambe degne di attenzione e rispetto). Ho solo replicato al commento di Davoli (al 13) che alludeva all'antologia di LiberInVersi come esempio di ciò che non bisogna fare.
Insieme a questo mio commento, la pregherei di cancellare anche i miei altri due. E spero di avere un giorno l'occasione di incontrarla e di mostrarle che non sono 'un individuo che vuole il male'.
Sinceramente dispiaciuto,
Pierluigi Lanfranchi
utente anonimo

#34   10 Gennaio 2008 - 01:23
 
Caro Francesco Marotta,
anche io stimo il tuo lavoro e la tua rettitudine poetica, da tempi non sospetti. Quanto a Massimo Orgiazzi, l'avevo invitato già due anni fa nella Rassegna estiva che tenevo (segno, questo, tutt'altro che di disistima). Tuttavia, anche a me bruciano (ma poco, in verità...) alcuni scambi di battute, più o meno palesi. Anzitutto, il sistematico processo all'intenzione: se davvero alta è/era la stima nei miei riguardi, come mai non t'è passato per la mente nemmeno un secondo che non avessi doppi fini, in quello che andavo scrivendo?
La battaglia sull'importanza del recupero di un giudizio di valore - sia pure contestabile, modificabile nel tempo, o quello che vuoi - la reputo esiziale, per come vanno le cose in poesia. Già su questo presupposto fondammo - con Giovanni Cara - "Ciminiera": lui, per crederci fino in fondo, mollò la carriera universitaria, non presentandosi al concorso bandito per lui, e si trasferì da Cagliari a Macerata. Fu una lezione per me importante, con tante implicazioni anche successive. Anche se poi alla fine è tornato nell'accademia, quel gesto reale lo fece.
Remo Pagnanelli, in un certo senso, ci è morto, su questa fondamentalità. Insomma, tante faccende - piccole e grandi - che mi portano a desiderare il confronto, anche rude se necessario, purché si venga fuori dallo stagno delle operazioni multiple - tipo le infinite antologie (tematiche, lo ribadisco) - che finiscono per premiare la cattiva poesia (o la non-poesia) e frantumare la pastiglia dell'Alka-Seltzer-poesia in modo tale che, nel bicchiere d'acqua, non se ne riconosca traccia. Pericolo realmente esistente: coi potentati sempre più arroccati su sé stessi e, sotto la finestra, il popolo che si scanna per due briciole di pane. Divide et impera.

Nell'empito dialettico, mi scuso se ho talvolta esagerato nei toni; ma non mi scuso della sostanza del mio discorso: e cioè, considerato il fenomenale strumento che ha rappresentato "Liberinversi", perché sciuparlo con un'operazione futile, al di là del piacere che può provare chi si ritrova dentro un'antologia? Piacere che dura l'attimo dell'impatto; ma poi, alla lunga, che ne rimane se manca un discorso fondante, in un certo senso una "scuola", non di appartenenza ma di ideale?

Anche all'e-book di Gianfri - quando era ancora solamente uno strumento virtuale - non ho riservato qualche bordata: alcuni testi non mi convincevano affatto, alcune note mi sembravano chirurgiche e burocratiche, ce lo siamo sempre detti, anche scontrandoci duramente, a volte. Ma in lui apprezzo - continuo ad apprezzare - la possibilità di parlare: di dire fino in fondo quello che si pensa, perché a monte c'è - e per davvero, questo un po' mi brucia con te, visto che non ci conosciamo di persona... - c'è una fiducia a monte, una stima a prescindere. Se lui mi critica, anche duramente, io lì per lì mi incazzo, ma poi rifletto e mi interrogo.

Quando sono intervenuto la prima volta in "Liberinversi" a proposito della famigerata antologia, l'ho fatto perché il Sig. Lanfranchi era venuto qui da Gianfranco a contestare le pubblicazioni a pagamento (diciamo così, non apriamo anche quest'altro problema) e Pepe gli aveva risposto con ben poco velata ironia. Così sono andato nel blog di Massimo per capire: e quando ho chiesto il motore ideale di questo lavoro, sono rimasto basito nel sentirmi fornire almeno quattro versioni differenti: "c'è un progetto", "no, non c'è nessun progetto, ognuno ha scelto secondo il suo gusto", "non è vero, io il mio progetto ce l'ho", "non ci importa nulla dei canoni estetici e filologici", e così via. Precisavo: liberissimi di fare un libro così, ma... a che pro, chiedevo? Non ce ne fossero, di antologie in giro, forse capirei. Ma visto che sono in esubero... non converrebbe che buone teste come quelle di quella redazione, che hanno cernitato e ospitato - dunque gradito - tanti autori nel tempo, proprio partendo da quelli verificassero un possibile canone, una possibile linea di poetica? Quello sì, secondo me, sarebbe stato un gran lavoro: importante, anche ben oltre il blog. Magari anche impostato in dialogo tra i curatori del blog: anche in contraddittorio, se necessario. Ecco un'operazione che davvero non sarebbe stata l'ennesima, ma invece totalmente nuova e intrigante.
Fine del discorso.

Poi continuo il mio normale bailamme quotidiano, ormai purtroppo più al pc che fuori casa - come mi piaceva tanto, ma la schiena me lo impedisce ogni giorno di più -. Dopo due anni, tutti i giorni gomito a gomito coi "miei" ragazzi extracomunitari - che quando ti incontrano la prima volta ti vivisezionano per capire se fai sul serio o se stai lavorando... -, ritrovarmi impastoiato in internet mi fa male. Questo, sì, mi brucia di più di queste bagatelle. Con loro - spesso veri analfabeti, ma con un cuore intelligente, grande così - non importa se t'incazzi: l'importante è che quello che dici lo pensi davvero. Loro non fanno processi all'intenzione. Due più due fa sempre, necessariamente, quattro. Non sono vaccinati come noi. Un'altra enorme lezione per la mia vita, che mi ha spinto ancor più verso l'assoluta radicalità: tanto che, diciamola tutta com'è, il loro ossigeno mi ha portato volentieri ad abbandonare al suo destino di sonno la barca di "Ciminiera" e, per lungo tempo, anche la mia penna dal foglio. Altro che incazzato perché non sto dentro questa o quella antologia. Altro che grato perché il mio nome e i miei versi hanno fatto il giro di migliaia di lettori. Stenterai a crederlo, ma non sono fatto così: sono volontariamente fuori dai giochi e dalle conventicole.
Però mi rode il culo – te lo dico, col cuore in mano – che appena ti pronunci in maniera discorde, perché magari ti sta a cuore una questione, subito ti bollano come quello che è arrabbiato perché non c’era. O perché la sua generazione è tagliata fuori da tutto. O perché Einaudi non l’ha mai cagato. E così via. Vedi, io penso che sia più offensivo tirare le conclusioni, anziché chiedere a uno che non si conosce qual è il suo retroterra.
Chiedi in giro per gli editori se sono mai andato a perorare una mia pubblicazione o a sottoporre una bozza. Chiedi ai poeti cosiddetti di rango se, alla fine delle letture di Macerata, ho mai sottoposto una mia necessità o richiesto un favorino. Chiedi a Silvia Bre se le ho chiesto una spallata per Einaudi. Chiedi a Franco Loi se l’ho pregato di recensirmi sul Sole. Chiedi a Rondoni se ho implorato l’inclusione nella sua antologia.
Prima mi lamentavo, sì, e molto: la faccenda della generazione, l’essere marchigiani tagliati fuori dagli stessi marchigiani: Gezzi può testimoniare. Ma può anche dire come, per esempio, tante volte ha tentato di convincermi – lui, o Ponso, o Danni Antonello – a non tirare i remi in barca, quando invece avevo proprio bisogno di questo meraviglioso silenzio per capire chi ero e che stavo facendo.

Fine della digressione. Compare nel blog di Gianfranco la notizia dell’e-book. Credo buona cosa – al di là dei contenuti, sempre verificandi – che pubblichi tutti quelli che ha già fatto apparire nel blog. Lo dico. E preciso che è questa la differenza con l’operazione antologica di cui s’era detto in precedenza. Cioè, non offendo i curatori come persone; offendo i criteri di cernita in relazione alla vita del blog “Liberinversi”, così come parimenti riconosco valore all’operazione di archivio della stagione delle bacheche che fa Gianfranco. Come vedi, altro che parallelismo: si tratta di due concezioni totalmente diverse, anche se all’apparenza paiono identiche.

Ma spiegami una cosa: non si può più dire nulla? Bisogna – come dici tu – fare tutti bei post riconoscenti nei contronti di San Massimo Orgiazzi, buono e abnegato? Dobbiamo istruire il processo di beatificazione (tra l’altro credo che un intervento simile nei nostri blog sarebbe davvero offensiva nei confronti dell’intelligenza di Massimo, che ricordo persona gentile e sensibile)? Davvero, come fai capire, dobbiamo tutti essere sempre new-age, perfettini, buonini, adoranti, grati, concordi, etc.?
Come se non esistessero spazi virtuali per gli esordienti! Siamo moscerini nell’etere, invece. Ognuno porta del suo, e va benissimo: perché comunque la vita è l’arte dell’incontro. Sono categorie sanissime e santissime, ma non necessariamente poetiche, questo me lo riconoscerai! E allora, ognuno faccia quel che vuole, ma si potrà ancora dire, spero, che le cose stanno così! O no?

Peraltro, come gli ebrei al tempo di Nabucodonosor, non ho altri dei all’infuori di Dio. E questo Dio non è la poesia (figurarsi il suo ambiente). Buttami nella fornace ardente, ma non ci sto. Se parlo di poesia, lo faccio toto corde, come ho sempre fatto. Ma certo non mi sono mai convinto che la poesia salvi la vita, né tanto meno che dal mio blog – o da quello di altri – dipenda il futuro dell’occidente. Però mi piace argomentare con i miei convincimenti, con tutta la mia storia, se vuoi. Mi piace tentare di leggere il mondo, cercando un suo possibile asse. Scavo la fossa all’amore, per così dire. Mi piacerebbe che tutti si andasse al nocciolo delle questioni, evitando dispersioni che il passato ha anche dimostrato a tratti perniciose. Ovviamente, non posso né voglio imporre il mio parere a tutti gli altri: però argomentarlo sì, scontrarmi se necessario, pur di giungere a un passo avanti comune, senz’altro sì.
Salvo poi, come fai peraltro tu, sparare a zero su me e su Pepe. Quello si può, tu puoi. Sulle persone si può: sui concetti no. Permettimi, ma è una ben strana filosofia...

Spero, insomma, di essere riuscito a farti capire le mie intenzioni; e le mie ragioni. Se davvero fanno presa solo sugli analfabeti, mi metto tra di...
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#35   10 Gennaio 2008 - 01:32
 
Caro Francesco,

odio cancellare i commenti, tantomeno i tuoi. Ma dovresti chiedere a Lanfranchi perché, di colpo, sia venuto qui un po' di tempo fa, spostando la polemica che già su Liberinversi era in atto. Perché coinvolgere il mio blog? Certo che, vista la presenza di quel signore qui, i due commentatori hanno trovato naturale rispondere e
dire la loro. Questo è il mistero. Questo spazio lo gestisco io e farmi prendere la mano non è nella mia natura. Mi vuoi bene e io te ne voglio: questo non esclude una diversa opinione. Qui, però, non si tratta di opinione, ma di cronaca e di fatti. Non avevo bisogno di queste polemiche. Il blog deputato al confronto era quello di Orgiazzi; D'improvviso il gettito delle invettive è giunto qui. Certo, che se uno viene a stuzzicare, altri visitatori rispondono -e non lo fanno per arrecare male a nessuno-. Perché non interviene l'amico Orgiazzi e prende una amichevole posizione? Lo avrà notato anche lui che i suoi commenti si sono improvvisamente fermati a quota cento o giù di lì. Davoli e Pepe non mi voglono male e non desiderano arrecarmi fastidi. Sono stati pungolati. Lanfranchi è entrato qui, rivolgendosi dapprima a me, direttamente. Io ho risposto con un lungo commento che spiegava, credo da signore, il mio punto di vista. Detto fatto, l'amo già era stato messo sulla canna. Non sono un bambino e non amo essere preso per il naso da chi non conosco (Lanfranchi, appunto). Certo, mi ha stupito il tuo sfogo perché dal tono generale si evinceva un rattristamento nei confronti di una terza persona plurale nella quale potevo essere inglobato. Se andrai a rileggere il tuo scritto con animo quieto, potrai vedere affiorare la mia impressione.
Signori miei, io faccio fatica a vivere. Sono triste e dolorante per le mie cose di tutti i giorni: voglio lavorare attivamente per dare un senso alla mia esistenza. Tu mi conosci, Francesco -e mi conosci nella dimensione reale, di tutti i giorni-. Ammiro la tua difesa, legittima e decorosa, del comune amico Orgiazzi, ma che tu lo abbia fatto qui da me con intenti nettamente polemici nei confronti di quella terza persona plurale, ecco, mi ha ferito.
Lasciatemi lavorare. Io non voglio male alla poesia, non voglio male ai poeti. Anzi, ho parlato e messo in risalto molti personaggi dell'ambiente, nulla chiedendo in cambio: me ne guarderei bene! Però lasciatemi stare. Se non volete seguirmi, andate altrove. Quando sarò io ad aprire delle polemiche, mi farà piacere avere in cambio i più vivaci raffronti.
Sono mesi che con Poliedrica, l'associazione degli ottimi Leoni e Viroli, tento di presentare l'e-book, così ben confezionato da Giuseppe Cornacchia. Perché colpirmi. Ricordatevi, comunque, che Pepe e Davoli hanno il diritto di dire la loro opinione (come l'hai tu, Francesco, e come ce l'ha chiunque abbia voglia di segnalare la loro presenza). Quello che c'è di sbagliato è il luogo in cui qualcuno li ha dirottati.
Può essere che usi questo spazio, in futuro, per i soli annunci della mia casa editrice. Chissà che non si arrivi a una maggiore tranquillità.
Gianfranco
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#36   10 Gennaio 2008 - 01:44
 
Spero, insomma, di essere riuscito a farti capire le mie intenzioni; e le mie ragioni. Se davvero fanno presa solo sugli analfabeti, mi metto tra di loro, perché su queste ragioni – allargate al vivere – sto impostando e ridiscutendo da anni la mia quotidianità.

Un abbraccio.
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#37   10 Gennaio 2008 - 03:43
 
In una cosa, però, hai ragione, Francesco. Il virtuale - e dire che dovevo saperlo già, per tutte le volte che in passato l'ho detto - non rende giustizia alle cose che si dicono, perché manca il modo in cui si dicono. Sicché può risultare che uno fraintenda totalmente - senza alcuna volontà di ferire, dall'altra parte - quello che si scrive. Mi sarò pure espresso male ma senza intenzione malevola al di là dell'enfasi che fa appassionare ai discorsi. Chiedo perdono a quanti si fossero sentiti offesi da considerazioni dietro le quali non c'era nessun doppio senso.
Non ce l'ho proprio con nessuno, Francesco, tanto meno con te o con Massimo. E hai perfettamente ragione: anche io sono il signor nessuno di turno. Quindi, ringrazio Dio che attraverso di te me l'ha fatto ricordare.

Ora, per convincerti del fatto che non ce l'ho con nessuno e che le mie erano solo parole sulle cose della poesia e non contro le persone, non ho difficoltà a seguire il tuo consiglio (che forse può davvero venire dall'Alto, anche se dici che sei ateo) e a ripiegare un'altra volta - quella definitiva - nell'ambito più discreto e quotidiano della mia umanità. Se dovrò riparlare di poesia, mi piacerà farlo de visu, guardando negli occhi gli interlocutori.

Sicché mi limiterò a fare il curatore di "LA", evitando interventi miei personali, nonché eviterò di fare altri commenti e interventi qua e là.
Vi aspetto invece a Macerata, magari davanti a un buon bicchiere di Verdicchio.
Un caro abbraccio senza coltelli nella manica.
FD
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#38   10 Gennaio 2008 - 18:35
 
Scusate tutti ma io che c'entro? Non ho mai polemizzato con Massimo o Francesco o altri per l'antologia e non ho lasciato commenti in merito su LiberInversi. Semplicemente ho risposto a Lanfranchi quando si parlava di editoria a pagamento ultimamente qui dall'amico Gianfranco e nulla più.
Sinceramente non capisco il perché di tanto nervosismo.
Spero si possa continuare a dialogare in amicizia come era prima di questa storia.
pepe
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#39   10 Gennaio 2008 - 19:32
 
perchè tu sei come il.... pepe :-) stai bene in ogni cosa (o quasi)
antonella
utente anonimo

#40   10 Gennaio 2008 - 20:05
 
Un saluto e una scusa all'amico Pepe. Un abbraccio ad Antonella. Un saluto caro anche a Filippo.
Vostro Gianf.
(Grazie, Anto: avevo proprio fatto uno sgarbo alla tenera Cristina).
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#41   11 Gennaio 2008 - 10:16
 
Sperimo che su questo blog torni a primeggiare la verità della buona poesia. E i tromboni narcisi tacciano per sempre.
utente anonimo

#42   15 Gennaio 2008 - 00:57
 
Lieto di invitare tutti gli amici alla sollecitazione a firma di Guido Garufi (scrittore, critico letterario, poeta) in "LA. Letture Ascolti" - www.filippodavoli.splinder.com
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Toscano di origine, romagnolo di adozione, scrivo poesie e prose. Le mie principali pubblicazioni sono: - "I ragazzi del Settanta", Campanotto editore, Udine, 1989 - "Davanzale di travertino", Campanotto editore, Udine, 1993 - "Jennifer" (prosa), Fernandel, Ravenna, 1995 - "Album italiano", Campanotto editore, Udine, 2002 - "Stato di vigilanza", Piero Manni,Lecce, 2006 -

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